domenica 25 maggio 2008

La tela del ragno

Guardavo il "mio" ragno qualche giorno fa. Fermo a curare il suo bozzolo...ogni tanto si stirava le zampe davanti, dando un segno di vita o scendeva come uno yo-yo, a catturare il povero insetto che si era appiccicato in una delle tante tele che ha costruito nei propri paraggi.


Io sono aracnofobica, fino alla psicosi, ma questo ragno ho deciso di non sterminarlo. Ci siamo scambiati uno sguardo la prima volta che l'ho visto, due settimane fa, e abbiamo capito che entrambi siamo solo uno dei tanti anelli di una catena infinita e che, sia io che lui, siamo intrappolati in un'enorme tela di ragno che ci tiene appiccicati fino a che il predatore , il ragno grosso e peloso, verrà a mangiarci.

Così, per solidarietà, io l'ho lasciato vivere e lui mi ha regalato delle pose straordinarie...tipo questa:





e' rimasto a guardia della sua futura prole fino alla fine...dopodiché è sparito, lasciando una miriade di ragnetti a sostituirlo...il cerchio della vita...che fascino!
Devo ammettere che a quel punto ho azionato l'aspirapolvere: all'idea l'idea di riempirmi la casa di ragni davvero non ho retto!

Così è finita la mi avventura nel mondo naturale, miseramente, oserei dire..
Sono ancora troppo schiava della mia natura umana, imbevuta del frutto del peccato, per poter essere in comunione con lo spirito dell'universo...vi consiglio di leggere il libro di Francesco Lodigiani "Il frutto del Peccato" (edito dalle Edizioni Caravaggio) se volete saperne di più...
Quanto a me, torno al mio lavoro e cerco di dimenticare i miei crimini..... :-(

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