domenica 1 giugno 2008

Un urlo nella notte

Buio. Silenzio.


I miei occhi cercano forme inesistenti nell'oscurità. Ho cercato di dare un senso alle cose che ho nella mia vita. Ho cercato con quel senso di riempire il vuoto che mi piegava l'anima facendole male. Il risultato è il passaggio del dolore dalla mia anima al mio cuore che si contorce ora come una schifosa lumaca finita sotto le ruote di un'automobile.


Quasi mi viene da ridere...Guardami mondo!


Che scena pietosa...passo i giorni consumandomi nella commiserazione senza avere il coraggio di ripescare me stessa da un mare di melma. Preferisco affondare, restare a mollo nella mia sciagurata indigenza e crogiolarmi nell'ipocrisia che contraddistingue il mio piccolo universo.


Questa notte però voglio spezzare il giogo, denunciarmi all'amore come colpevole di ingenuità, voglio essere condannata alla più alta delle pene. Il resto della vita senza amore. La perdità dell'illusione che forse, un giorno, incontrerò la metà mancante del mio cielo.


Un suono lontano e indistinto attrae la mia attenzione. La stanza è sempre buia e io cerco di concentrarmi sul mio udito, ma se non ci vedo non riesco neanche a sentire. Il suono diventa più forte col passare dei secondi. E' un suono straziante, come un urlo di un essere che stia morendo, in preda ad un dolore lancinante.


Ma come ho fatto a non accorgermene? non era da lontano che partiva quell'urlo, ma dalla viscida lumaca che pulsa dentro il mio petto.


Buio. Silenzio.


Riposa in pace mio piccolo cuore. Spero che quando ti risveglierai sarai in un mondo migliore, dove l'aspetto non conterà: dove non avrà più importanza se sei una viscida lumaca o una bella farfalla, perché solo il suono della tua voce sarà percettibile...Io e te lo sappiamo, caro cuore, quanta bellezza c'è nelle tue canzoni, quando non provi dolore.

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