martedì 2 settembre 2008

il mio silenzio

Non sono qui per raccontarvi una storia, né per esporre dei fatti realmente accaduti. Sono qui per sviare il mio Silenzio, che questa sera più di molte altre, si è messo in testa di farmi dare di matto.

Mi sono chiesta spesso, nelle notti in cui il mio Silenzio faceva più rumore del solito, che cosa fosse a farlo (re)agire così: forse era qualcosa che gli avevo detto? Erano forse le mie parole d'amore o di odio buttate sul divano a farsi un pisolino, che avevano disturbato la sua quiete?
Per cercare di bilanciare un po' questo rapporto senza speranza mi sono messa a sussurrare una canzoncina che mi cantava sempre mia madre quando ero piccola "mio cagnolino dorme...la lepre si nasconde...tira la tazza...tirala tu...tira la tazza e vieni giù...." il Silenzio si era calmato, ma solo per un attimo e poi, più prepotente di prima aveva iniziato ad ululare, facendo risvegliare in me mille ricordi.

ricordi di quella volta che con la mia amica Katia ce ne andavamo per le rive, nei campi, a cercare un'avventura di quelle vere, dove io immancabilmente tornavo a casa bagnata fradicia....
ricordi di quella volta, quando ero caduta con il motorino e per non darla vinta ai miei avevo fatto finta di niente e me ne ero rimasta tutto il giorno in giro con un ginocchio massacrato...
ricordi di tutte quelle volte in cui il sabato sera si trovava l'amore della tua vita, perché a diciott'anni forse l'amore non lo sai riconoscere...e se non hai molta fortuna, neanche a trenta...

Così alla fine vince sempre lui, il mio Silenzio! eh, sì! Perché quando incomincia a parlarmi del passato, poi, sono io a chiedergli di continuare...

'Racconta' gli dico 'racconta di quando avevo sette anni e S. è venuto a trovarmi un'ultima volta, prima che quel maledetto cancro se lo portasse via. Ti ricordi? Abbiamo giocato con quei nostri grandi pupazzi...che sciocchezza...e ci siamo promessi che un giorno ci saremmo sposati...dimmi! Dimmi di quando mi salutava, mentre la macchina si allontanava da me e io, che ancora li ho scolpiti nella mente, i suoi occhioni azzurri dietro agli occhiali rotondi...'

Ed è così che finisce, ogni santa volta, con me che piango appoggiata alle sue ginocchia e il mio Silenzio che mi accarezza i capelli, cantando quella vecchia canzone "mio cagnolino dorme...la lepre si nasconde...tira la tazza...tirala tu...tira la tazza e vieni giù...."

2 commenti:

digito ergo sum ha detto...

eppure, dentro a quei silenzi, ci sono occasioni di crescita interiore che, a raccontarle, non ci si crede mica. che poi, quando uno vive sempre a cento all'ora, e non ha mai un momento per sé, quei momenti di silenzio li agogna. è che siamo strani. ad agosto sognamo gennaio e a gennaio attendiamo agosto. solo raramente ci diciamo che, sia gennaio sia agosto, arriveranno e che, stare lì a tormentarci, non farà aumentare la velocità del tempo.
quando qualcosa mi scassa i maroni, mi fermo un secondo e mi chiedo "e se questa scassatura di maroni non esistesse?". "scemo, cerca di immaginare il contrario, pensa come sarebbe al contrario". eppoi mi adeguo alla situazione. per vivere meglio, occorre noi si sia acqua, capaci di adattarci, senza lamenti, ad ogni contenitore.

un abbraccio

Eva "the voice" Russo ha detto...

Quanta verità nelle tue parole caro Digito! In fondo apprezzo il mio Silenzio, solo che deve imparare ad essere un po' meno feroce con me...se no piango :(
Un abbraccio a te amico mio e un grazie infinito per il solo fatto di essere comparso sulla mia strada e per trovare il tempo di ascoltare il fruscio della mia penna che scrive...