lunedì 14 dicembre 2009

farfalla di ghiaccio

non voglio volare oggi. voglio restare con le ali conserte e gli occhi chiusi a guardare lo spettacolo che si proietta dietro le mie palpebre. la neve che cade nel mio cuore ha ricamato sulla mia ragione che ora riposa inerte sotto una coltre gelata.
sono una farfalla di ghiaccio. un insetto la cui vita si srotola lieta nel proprio ieri e il domani altro non è che un addobbo su un albero di Natale che non vedrà.
sono un insetto, la cui repellente natura è nascosta da due pannelli dai colori vivaci, un separé per cambiare anima quando più mi aggrada.
sono un essere senza meta, perché una meta ha bisogno di tempo e io non ne ho. una meta ha bisogno di convinzione e io non ho principi se non quello di restare in vita finché la morte non mi prenda per mano.
sono un'eccezione che non conferma la regola. sono fuori da ogni dentro e non ho conosco torto o ragione. posso pensare e i miei pensieri sono come formiche in riga verso una briciola di universo.
non voglio volare oggi. preferisco starmene qui, con le ali distese al sole e gli occhi chiusi, ad aspettare un sogno che non verrà e l'attesa è il momento più bello.
la mia vita è breve:avvolta in carta da pacco, dura finché non la scarti.
Non ho sopra né sotto, non ho lati non ho un perimetro. soltanto curve sulle quali la mano del destino scivola, lenta e sensuale.
non ho parole, ma musica e immagini a raccontare la mia storia.
la musica si ripete in un ritornello infinito costellato di note dissonanti e alterazioni che non si riconoscono. il gong suona una volta sola però e io, forse, non lo sentirò.
non voglio volare oggi. voglio buttarmi nel vuoto e cadere nel pozzo senza fondo della mia immaginazione. finalmente libera.

venerdì 11 dicembre 2009

Reboot

La mia vita è una villa tra due mondi: quello pacato e costante della realtà e quello sfrenato e mutevole dell’immaginazione. A volte la realtà è così assurda che l’immaginazione con la regolarità di un metronomo prende il sopravvento e io non so più quale siano l’una e l’altra.

Svitata. E’ quasi un complimento se lo si paragona alla reale condizione psicofisica che accompagna l’affermazione.

Oggi tutto si scardina. La visione si fa rarefatta e tutto diventa nitido, come se ci fosse troppo ossigeno nei miei pensieri, o la sua completa assenza.

Svitata e incoerente. La coerenza è fatta per i monotoni: facciamo un applauso caloroso a coloro che prendono decisioni coerenti e hanno vinto un tir pieno di sterco e la sicurezza che la testardaggine li ha portati a tagliarsi l’erba sotto ai piedi.

Ho detto testardaggine? Beh, volevo dire coerenza. Io il mio tir ce l’ho parcheggiato in garage e l’aroma mi ricorda ogni santo giorno della mia coerenza passata.

Una villa tra due mondi dicevo: il mondo coerente e il mondo svitato.

Nel mondo svitato non si vede mai nessuno in giro mentre ci si cammina dentro ma alla luce della coerenza si scopre quanto sia affollato e ci si chiede come si sia riusciti a muoversi, con tutta quella gente.

Siccome io ci vado spesso a “Svitolandia” ho sviluppato una certa capacità di orientarmi nel non-spazio e non pesto mai i piedi a nessuno, anche se loro spesso li pestano a me e il dolore ormai non mi abbandona quasi più.

Eppure, nonostante tutto, le ore che passo nel mondo svitato sono quelle più belle. Aromi dolci si spalmano nelle mie narici e il loro gusto i insinua sulla mia lingua inebriandomi...per intenderci un misto tra cioccolato fondente e vino passito...La musica che si sprigiona dalle sinossi arrotolate sui marciapiedi di ghiaia rosa è indescrivibile per la sua bellezza, per l’originalità della composizione.

Ogni tanto però vorrei che il mio cuore fosse un nodo di plexiglas, trasparente e impermeabile e vorrei potermelo dimenticare quando non lo vedo, ma i suoi battiti mi assordano e le sue urla mi tolgono il fiato.

Forse verrà un giorno in cui non mi sarà più possibile fare la pendolare tra “Coerentia” e “Svitolandia”.

Se potessi scegliere vorrei che “Coerentia” somigliasse un po’ più a “Svitolandia” o che “Svitolandia” fosse un po’ meno affollata.
Anche un paio di scarpe con la punta rinforzata andrebbero bene, o un dentifricio al gusto di ciliegia.

Magari una nuova vita risolverebbe tutto in un colpo solo...ma come fai a trovartene una nuova se non puoi lasciare quella vecchia perchè non è più solo tua ma ci sono altre due persone con te in subaffitto?

Voglio fare la mia telefonata. non chiamerò l’avvocato credo, ma la pizzeria.
Per me una quattro stagioni...senza capperi.

mercoledì 18 novembre 2009

Briandiamo!

Ci sono giorni in cui anche le cose più ordinarie mi sembrano incredibili. Forse a causa della mia abitudine ossessiva di leggere tra le righe, tanto che a volte le storie tra le righe me le invento io.

Poco male. Non posso certo affermare di annoiarmi.

Oggi sto facendo i conti con il mio Pagliaccio con il farfallino bianco a pois rossi.

Perché fai quella faccia? Hai letto bene: PAGLIACCIO CON IL FARFALLINO BIANCO A POIS ROSSI.

Qualcuno ha un coniglio rosa*, altri un drago verde**, io ho sempre avuto un pagliaccio con il farfallino bianco a pois rossi.

Ci sono stati mille momenti di solitudine mentale nella mia vita, del tutto slegati da una eventuale solitudine fisica e il mio amico immaginario è sempre stato lì ad ascoltare le mie lamentele, a incassare i miei sfoghi di rabbia, a consolare i miei pianti e anche a condividere le mie gioie.

Sarebbe molto triste, se non fosse fantastico.

Un amico così è un occasione per conoscere meglio se stessi e sviluppare una buona dose di autoanalisi, molto utile, quando non è inutile o addirittura dannoso.

Lo so che mi contraddico, ma la solitudine è una controversia naturale e io casco nella sua rete molto spesso o meglio, a volte mi ci butto di proposito.

Oggi è un giorno così, il mio pagliaccio è seduto dietro di me e legge quello che scrivo, dandomi qualche gomitata nelle costole quando esagero e schiacciando il tasto "canc" quando qualcosa non gli aggrada.
Oggi, le mie idee mi sembrano troppo assurde per condividerle, i miei sogni sono usciti dal cassetto a ricordarmi che sono lì da troppo tempo, il mio cuore ha battuto un colpo per dirmi che c'è ancora e il mio cervello ha chiuso la saracinesca...E così il mio pagliaccio è ricomparso, dopo anni di presenza silenziosa, oggi si fa sentire e mi ricorda i nostri accordi passati:
MAI ARRENDERSI.
Credo che in effetti si sia perso un paio di episodi degli ultimi 6 anni in cui la mia testa stata sott'acqua per un tempo molto più lungo di quanto si possa definire 'accettabile' ma riesco ancora a raccontargli qualche storia, lui l'unico a cui riesco ancora a darla a bere, o forse mi lascia fare.
Comunque ringrazio il cielo che sia riapparso, per un momento stavo perdendo di vista l'obiettivo.
Sai una cosa Harvey***? Questa sera ce ne andiamo a bere una per festeggiare? Alla lotta per la realizzazione di un sogno! - Quale? Uno dei tanti...Ok! Salute! Cin!





*** In effetti il nome Harvey preso in prestito. Il pagliaccio risale al lontano 1979 quando all'età di 4 anni mia madre mi vide parlare rivolta a..."nessuno" e quando mi chiese con chi stessi parlando le feci una dettagliata descrizione del mio pagliaccio. Mia madre non se ne ricorda il nome, neanch'io. Neanche lui. Harvey non gli dispiace però.

venerdì 13 novembre 2009

cosa faresti per...



Cosa faresti per un bacio?

Un bacio che ti scioglie le ossa e ti rimescola il cuore...un bacio che ti ricorda che sei una donna piena di vita e d'amore da dare, ma anche che hai un cuore grande che di amore ne può ricevere, senza soffocare.

Un bacio pieno di promesse da dimenticare, di scuse da non accettare, di un perdono in cui sperare.

Un bacio che profuma di corpi nudi, di libertà, si sogni che vorresti confidare stanca, in un sussurro.

Un bacio monello, che chiede più di quel che concede, che ti intorpidisce i muscoli e la mente.

Cosa faresti, per un bacio così?

Io lascerei la mia terra, la mia famiglia, i platani del mio giardino, i sassi del cortile, i miei cani che ho amato più di quanto sia sensato.
Mi priverei di tutto quello che serve a sopravvivere, non avrei più bisogno di mangiare, bere o dormire, notti e giorni sarebbero uguali e così vari da sembrare vite diverse.
Cambierei il mio nome il mio abito e i miei pensieri.
Donerei la mia penna e la mia carta al vento, gli lascerei cancellare i miei ricordi.

Un bacio così, un bacio di fuoco gelido, che non brucia ma arde.

Un bacio che vale un amore.

giovedì 22 ottobre 2009

SAGGEZZA DI ALTRI

Le parole che ho nel mio sacco arrivano dal mio passato. Il mio presente è muto, il futuro è molto incerto.
La nebbia avvolge i miei pensieri come carta da pacco troppo sottile che si lacera ad ogni mio dubbio facendo defluire tutte le mie paure, le mie ansie. La mia mano cerca il taccuino nella tasca, il sacco di parole, che ho messo da parte per i tempi in cui la siccità mi avrebbe seccato la gola.
Lo apro ansiosa di trovarle, imprevedibili monete, con un lato solo, sempre lo stesso, sempre testa.
E' una melodia antica, di un tempo che non è mio in questa vita.
E' una saggezza di altri, che prima di me si sono svegliati in un bagno di sudore, dopo aver sognato la morte, la guerra, l'amore, il dolore. Da quel dolore sono nate le parole, barcollanti, perché ancora non sapevano camminare.
Parole uscite da cervelli verdi, di speranza e di gioventù, sotto capelli canuti già nei primi venti anni.
Con quelle parole sono cresciuta ricordandomi che se hai gambe corte non potrai mai fare altro che passi piccoli, nella consapevolezza che non sarebbe mai piovuto, sulla mia terra arida, perchè, recitano le parole del mio sacco, piove solo sul bagnato.
Il sacco è sempre pieno, come il mare e per quanto io ne tolga parole, pensieri, emozioni e ricordi questo continua a riempirsi. Forse è una piccola piaga che non guarisce, come la mia scatola che non si voleva mai svuotare¹. Forse non sono tanto capace a voltare pagina. Forse mi piace il passato e lentamente, mentre sperimento il sogno, mi dimentico di vivere. Quando cambierò o quando cambierà, forse non ne sarà rimasto molto, di tempo.
Ma questa prospettiva sciatta e poco desiderabile, c'è un aspetto positivo innegabile. Il mio sacco non è solo mio, è di tutti è il nostro passato e per qualcuno è stato futuro. Potrebbe diventare il presente, con una buona dose di creatività e più impegno di quanto io ne possegga.
Il sacco è anche tuo, ora che stai leggendo e magari ti stai chiedendo che cosa hai a che fare con tutto questo.
Tu ed io, che sembriamo lontani, che non abbiamo niente in comune, siamo in realtà così uguali da sembrare gemelli. Per questo le mie esperienze ti parlano anche se diverse dalle tue, per questo ti fermi a leggere quello che scrivo.
Il mio sacco non speciale, non diverso dal tuo. L'unica differenza è che magari il tuo è sempre rimasto chiuso o al contrario, non lo è mai stato.
¹La mia Vita in una scatola di biscotti - Eva Russo - 2008 ed Caravaggio

lunedì 12 ottobre 2009

Strade sotto la pioggia

La pioggia si adatta al mio umore cupo delle ultime settimane, mentre immobile resto a guardare le gocce grosse come pugni che scazzottano con il vetro della mia finestra.
Amo la pioggia, quella pioggia calda delle giornate estive. Amo la pioggia dei miei ricordi di bambina: quante volte mi ha sorpresa il temporale e io, mezzo correndo e mezzo tergiversando, tornavo a casa con la leggerezza di chi non ha un solo problema al mondo.
Da bambina ero deliziosamente tragica, ma in realtà ero così abile a destreggiarmi tra i miei piccoli grandi dolori da riuscire a correre tra goccia e goccia.
Oggi la pioggia non è mia, come la maggior parte delle cose qui, ma sto incominciando ad impararla, ad apprezzarne la temperatura, il colore.
Anche il cielo non mi sembra più solo grigio, i miei occhi stanno ritornando ad essere quelli attenti e vogliosi di vedere e di conoscere. Quelli di sempre.
La strada per tornare da me, quella Eva di "prima di tutte le storie degli ultimi due mesi", è lunga, la intuisco senza saperla, ma io ho la mappa...la mappa fatta di pioggia, di grigio di solitudine, ma anche d'amore, di forza, di collaborazione, di maledetti compromessi.
Questa mattina, dopo tanti dubbi, paure, indecisioni, dopo tanto dolore che sento ancora nelle ossa, sento che ce la farò, sento che l'altra metà del mio mondo vuole quello che voglio io.
Tra qualche anno, quando saremo abbastanza vecchi per apprezzare a pieno di essere ancora vivi e di esserlo insieme, potremo passeggiare mano nella mano nelle strade piene di pioggia e di vento. Lui ama la pioggia della sua terra almeno quanto io amo la mia, e io amo lui mille volte di più di quanto lui ami la sua pioggia.
Il bilancio è positivo per questa volta e il sole che fa capolino tra le nuvole conferma: le strade sotto la pioggia portano amore.

giovedì 8 ottobre 2009

Notte

Questa notte non ho dormito, mia figlia mi ha tenuta sveglia, mi continuava a chiamare, ogni ora...prima aveva sete, poi aveva freddo e poi aveva caldo...
Erano le due di notte. Avevo sonno, come non ho mai avuto sonno in vita mia.
"Amore, mamma deve dormire...tra 4 ore mi devo alzare e mi sento un relitto già adesso..."
"Mamma ho fatto un sogno troppo brutto!" mi dice mezzo in Italiano e mezzo in fiammingo con un tono davvero spaventato.
"Allora raccontalo alla mamma, così lo dai a me e non ti fa più paura..."
Incomincia a raccontarmi, fa fatica a trovare le parole: ha sognato il terremoto e che "nel Belgio" tutte le case erano distrutte e non c'era da mangiare.

"mamma, continuo a pensarci!"
E' stato lì che ho sentito l'affinità che ci lega, io e la mia piccola: due fragili sensibili creature umane, che lasciano che ogni cosa le colpisca forte e in profondità.
Il coraggio ha fatto posto allo sgomento:
"Lo sai tesoro che la mamma non ti lascia succedere niente...non ci sono i terremoti nel Belgio e se mai ci sarà anche solo una piccola possibilità che arrivino, ce ne andremo via..."
Le ho spiegato la meccanica dei terremoti, come la so, e che ci sono zone che sono predisposte a terremoti e tornadi, ma il Belgio no...il Belgio è piatto e insensibile, come la maggior parte delle persone che ho conosciuto qui.
Nel frattempo, si erano fatte le tre. La mia bambina si è appallottolata vicino a me, mettendo entrambe le gambe sulle mie per impedirmi la fuga e si è addormentata, il respiro regolare e calmo.
Il sonno sembrava essermi passato di colpo, quanti pensieri che non trovavano collocazione nella notte, il pensiero di tutte le persone che stanno vivendo di stenti nei luoghi colpiti da alluvioni e tifoni, il pensiero della mia vita da emigrante che a volte mi fa tanto male al cuore, più per la consapevolezza dell'assurdità delle ragioni che mi hanno spinta ad emigrare che altro.
Forse era successo davvero, Laura mi aveva passato il sogno e con esso la paura.
Mi sono sentita felice a questo pensiero, l'ansia non è qualcosa con cui i bambini devono convivere, è giusto che la provino, fa parte della vita, ma è il mio dovere di madre, per come interpreto il ruolo, fare in modo che l'ansia lasci spazio alla serenità.
La sveglia.
La mia notte è finita. Mi alzo e mi trascino in cucina, dove preparerò un tè e i panini per i miei due tesori e per la sottoscritta. La giornata sarà lunga e avrò tempo di pensare ad altro ne sono sicura.
Ho avuto di nuovo un momento intenso però, un momento che non dimenticherò velocemente, la prova che nella vita c'è una dimensione interiore che non va dimenticata se non si vuole che ci si rivolti contro. Bisogna che continui a lottare per dare un senso alle mie scelte e questa notte ho avuto un'altra prova che non sto lottando da sola.

martedì 22 settembre 2009

Adrenalin junkie

E' da almeno una settimana che mi addormento tardi, dopo aver fissato nel buio, per ore.
La mancanza di adrenalina mi riduce a una specie di larva e io mi vendico torturando il mio bisogno di sonno.
Un bel salto dal picco di una montagna aspettare fino all'ultimo istante possibile e aprire il paracadute...
Una macchina veloce lanciata su una pista, fuori dal finestrino vedi solo delle strisce di colore orizzontali, là dove dovrebbe esserci un paesaggio...
Nuotare nel mare in tempesta...
Non sono in grado di fare nessuna di queste cose. La mia adrenalina di solito è emozionale.
I miei occhi incrociano altri occhi. Un secondo soltanto. Una parola che nasconde un romanzo. Un contatto fisico non cercato. La sensazione che ci sia qualcosa di più che mi aspetta, da qualche parte.
Ma anche questa è acqua passata e la larva che sono diventata sta incominciando a rifiutarsi categoricamente di sognare...
Per salvarmi dal rinsecchimento ho ricominciato a scrivere. Il mio primo libro è stato una specie di Prozac. Ora ho bisogno di un altro genere di libro, una storia da legare al mio nome con una catena.
Adrenalin junkie...quelli come me li chiamano così...(li chiamano in effetti in tanti altri modi, che sono un po' meno lusinghieri).
Chissà...forse i pazzi sono stati tutti sognatori e i sognatori sono tutti pazzi! Io sono appassionatamente sognatrice e pazzamente sognante - questo è il riassunto di una condizione esistenziale privilegiata.
Ora, in mancanza di adrenalina mi butto sulla caffeina...macchinetta del caffè! Arriiiiiiiivoooooo!

sabato 12 settembre 2009

una goccia

Guardarsi nello specchio non è un'azione, è una sensazione - una sensazione che cambia con l'età, con le esperienze, per i più labili con l'umore.
Oggi mi sono guardata allo specchio e ho visto una vecchia. Oggi ho visto una donna che è innamorata di se stessa al punto di non saper amare gli altri. Oggi ho visto una goccia della mia anima seccarsi come sudore sui vestiti...l'odore acre di una coscienza logora.
Ci sono vari tipi di mostri nella vita di un essere umano e io credevo di averli conosciuti tutti. Mostri sotto al letto, che ti fanno gridare mentre ti attacchi alla maniglia di una porta chiusa a chiave, mostri del passato che ti feriscono con le loro unghie putride ogni volta che sei tanto debole da abbandonarti ai tuoi pensieri. Ho conosciuto mostri del genere umano, che hanno usato il mio cuore come uno zerbino e il mio corpo come un giocattolo. Ho consociuto mostri camuffati da santi, che predicavano lamore di Dio elargendo abbracci un po' troppo voluttuosi per chiamarli di amore fraterno.
Credevo di conoscerli tutti.
Questa mattina le mie certezze sono andate in frantumi.
Questa mattina ho visto un mostro nello specchio...il più terribile di tutti.
La coda della sua ipocrisia era avvolta a spire intorno al mio collo, lasciva e leggera, senza stringere, gli occhi rossi della consapevolezza erano miei, come mie erano le labbra cremisi e piene della lussuria e la mascella tagliente del cinismo.
ho spaccato lo specchio e l'odore ferroso del mio sangue ha sedato il turbamento della scoperta.
Chissà quanti mostri dovrò ancora incontrare? la curiosità fa da padrona e l'indifferenza la invita per il tè

giovedì 3 settembre 2009

Parca boia!

Questa notte ho dormito malissimo. Pensavo e ripensavo, mi giravo senza trovare una posizione, somatizzavo senza pietà ogni misnuscolo dolore che sentivo...Non ho fatto altro che sognare chirurghi pazzi che mi bucavano la pancia con delle trivelle da minatore...

Ho paura.

Credevo che a distanza di diciotto anni dalla prima volta, sarei riuscita a sopportare un intervento chirurgico in maniera razionale e invece no! Invece ho una fifa blu.

Ho paura.

Sono ossessionata all'idea di perdere il controllo (= la parte in cui mi anestetizzano)

Sono ossessionata all'idea di non risvegliarmi (= la parte in cui eventualmente muoio)

Sono ossessionata all'idea che aprendomi trovino qualche mostro strano (= la parte in cui eventualmente muoio dopo mesi di terribili sofferenze)

Vorrei tanto trovare qualcosa a cui pensare che mi facesse passare la paura...qualcosa di piacevole...ma cosa????

Neanche puoi farti una bella colazione prima di andare sotto i ferri!?

Non riesco neanche ad afferrare quel venticello spirituale che mi circonda in condizioni normali...

Per fortuna che ci sono gli amici...che la mettono sul ridere e che, mio spaventoso malgrado fannp ridere anche me...cito:

* Scusa, ma perché ti fanno un altro taglio? non possono riaprire quello dell'altra volta che costa meno?
*su con il morale !!!
pensa che chi ti taglia è Edward mani di forbice...è un pò sbadato ma
niente di grave !!
*con i punti che ti metteranno avrai un viaggio gratis in Polinesia per 3
settimane tu e tua figlia !!
*il dottore, magari ha il morbo di Parkinson...
* tu quando entri in sala operatoria sniffa l'aria...se c'è odore di alcool, potrebbe non essere disinfettante...allora fatti il segno della croce (detto da un collega belga che conosce le abitudini belga)
*sai cosa dovresti fare? Una bella X con il pennarello indelebile dalla parte dove ti devono tagliare, così sei sicura!

GRAZIE RAGA!

Che devo dire, che gli dei me la mandino buona, Parca vacca!


« Notte poi partorì l'odioso Moros e Ker nerae Thanatos (morte, generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni;non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura;e le Esperidi che, al di là dell'inclito Oceano, dei pomiaurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano;e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene:Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali quando son nati danno da avere il bene e il male,che di uomini e dei i delitti perseguono;né mai le dee cessano dalla terribile ira prima d'aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato. »

(Teogonia di Esiodo, vv. 211-222)
PS: quindi...da domani sarò assente per un po'...non mollatemi però, che ritorno!

venerdì 14 agosto 2009

Le strade

Le strade, dove vivo io, sono tutte della regina di cuori e io per mia natura sono stata sempre tutto tranne che regina. Sono stata fantessa di cuori, nei giorni del leone, sono stata giullare, pagliaccio e menestrello (e ancora lo sono, mio lieto malgrado) sono stata strega e lillipuziana, ma mai, MAI regina di cuori.
In questi giorni mi sento molto Alice, sotto forma di un variopinto coniglio bianco del Cheshire, e per questo non vi posso indicare la via, perchè non la conosco nemmeno io.

Credetemi essere persa nel bosco delle stravaganze è una condizione che ormai mi piace quasi, disorientata e deliziosamente stordita.

Mi chiedo soltanto una cosa: perchè la regina di cuori è sempre così meschina? Ogni volta che le rivolgo la parola mi tratta come se fossi appena uscita da una clinica psichiatrica...non posso permettermi di avere mal di testa o mal di pancia, che sto somatizzando, non posso mettermi le calze o peggio, metterle a mia figlia che "la trasformo in una pianta da serra", non posso avere spazio per le mie cose nella mia casa...

La regina di cuori in realtà altro non è che una suocera impicciona (nb. ogni riferimento a cose, bestiacce e persone è casualmente voluto ma molto probabilmente non reale).



E' inutile che ti arrabbi sai..."maestà"! Ci sono talmente tante cose che conosco e ho già visto in altri film dell'orrore, ma in ognuno di essi c'era sempre una regina di cuori che mi metteva i bastoni tra le ruote e uno dei suoi figli cretini (brutta copia di pinco panco e panco pinco) a darle corda.
Ma alla fine dove portano queste benedette strade? Credo che la realtà della vita non sia poi tanto diversa dalla follia della finzione. Le strade portano dove tu vuoi andare, quindi per sapere dove stai andando, devi prima conoscere quello che vuoi fare, ciò che vuoi essere.
Io voglio solo essere una brava persona, e credimi, se ti dico che non è così facile.
Per la prima volta in questo libro, ho osato rispondere ad un attacco, ma nonostante tutto la vendetta è agrodolce.
Forse la realtà è che non sono mai stata un'Alice ma sono sempre stata stregatto...
sempre pronta a svanire sul più bello. Ora però sono ricomparsa e sono diventata tutta di un pezzo, anche se si tratta di un pezzo sempre un po' pazzo. Questa volta non sparirò né un po' alla volta né in un colpo solo.
Ho indossato le scarpette argento di Dorothy e ho battuto i tacchi tre volte...

PS:Vi prego se quando diventerò una suocera sarò invadente, ignorante, possessiva, meschina, e se tormenterò mio genero (o nuora...O_o) con commenti maligni e ripicche sparatemi!

PPS: immagini © Disney - non utilizzabili a fini commerciali. Images © Disney - not to be used for commercial purpose.


giovedì 16 luglio 2009

la macchina del tempo

2 ore e 45 minuti.
E' incredibile come si dilati il tempo quando vuoi che si restringa.

Le mie vacanze stanno per incominciare, ancora 2 ore e 44 minuti di lavoro, ma la voglia mi è già passata e io tergiverso, mi rigiro, vado in cucina a prendere dell'acqua, guardo fuori dal finestrone e mi incanto guardando le macchine che sfrecciano sull'autostrada.

2 ore e 44...ancora 44?

sembra un'ora fa che ho detto 44 per la prima volta!

Mi metto seriamente a lavorare ora, giuro! almeno il tempo passerà più in fretta.

2 ore e 43! evviva! visto? basta accennare alla parola "lavoro" e i minuti corrono come locomotive a vapore...

...Forse però non devo spronare il tempo...Lui va già abbastanza veloce, senza il mio aiuto.

Quando sei bambino le giornate sono infinite, il tempo sembra fermarsi ad arrostire al sole delle giornate estive. Eppure, prima che tu te ne accorga, è finita anche l'estate, arriva l'autunno e ti si appiccica addosso come la nebbia delle tue pianure.

2 ore e 41 minuti!

Accidenti...forse il tempo fa un po' quel che gli pare, forse è un gran "Bastian contrario" e più vuoi una cosa e più che lui si diverte a fare l'opposto.

2 ore e 40.

Finisco questo post e metto indietro l'orologio e le ore diventeranno di nuovo 2 e 45 e sarà un po' come tornare bambini

=^-^=

PS: le vacanze cominceranno, prima o poi e io sarò lontana da tutto e da tutti per ben tre settimane! :-) niente computer, niente televisione, solo relax e famiglia.
Auguro a tutti voi una buona vacanza. a presto!
Eva x

lunedì 6 luglio 2009

ESPERIMENTO: cervello a cielo aperto

Pensavo. Quando penso di solito succedono dei cataclismi psicofisici a me e adiacenti. Questo non perché io non sia solita pensare, perché non è di un pensare qualunque che sto parlando.

Pensavo al fatto che stavo pensando, come quella storiaccia dei sogni lucidi, quando sogni di stare sognando, una roba così...

Pensavo, dicevo, e mi sono chiesta se le reazioni del cervello, improbabilmente liberato dalla scatola cranica (in un mondo surreale in cui fosse possibile farlo senza piombare in un incubo da HANNIBAL...) , sarebbero diverse...se i suoi prodotti sarebbero diversi...

Ma del resto, neanche questa è cosa nuova. Il cervello è già stato stimolato, anestetizzato, rivoltato come un calzino, mai niente di nuovo, solo le stesse conclusioni: collegamenti neuronali, emisferi e tanto blabla...perché noi la poesia la dobbiamo togliere sempre e comunque, da tutto.

E così il cervello diventa una specie di intestino situato in testa (che in effetti per il cervello di alcuni può essere anche un paragone azzeccato se si guarda alle produzioni...).

Perciò, mentre pensavo ho deciso di ridargli un po' di poesia, di coccolarlo un po', per questo ho messo su Tchaikovsky, ho fatto un tè al gelsomino e sono uscita in giardino, tra i colori fantastici dell'estate appena iniziata e il volo delle colombe.

Mi sono sentita subito meglio e anche il mio cervello credo, perché in un momento ho smesso di pensare e ho incominciato a godere di ciò che mi circondava e delle sensazioni umane e avvolgenti che stavo provando.

Oggi però sono di nuovo al lavoro, niente musica, niente colori, sono arrivata alle 7:30 e alle 7:45 ero già incazzata e...piove...allora penso, e il mio esperimento di ieri, così spontaneo e ben riuscito perde, tanto per cambiare la sua poesia, il cervello ritorna nella scatola e si mette a lavorare, fino alla prossima ora d'aria.

martedì 30 giugno 2009

l'Inevitabile in un cassetto

Il clima Belga ha lasciato spazio a qualcosa di più tropicale.

Amo il caldo ma odio l'afa, come milioni di altri individui che azionano ventilatori e condizionatori per combattere l'inevitabile.

Per quanto mi riguarda non mi interessa avere tutto sotto controllo e ho un po' lo spirito del salmone. Se il mio destino bussa alla porta io incomincio a nuotare contro corrente a colpi di reni...salvo poi restare per mesi a volte anni arenata nell'acqua bassa dell'inerzia che colpisce la mia vita: INEVITABILE.

Tante cose sono inevitabili... anche se un mio caro amico diceva sempre che "DOVERE" è una parola che si deve associare solo a morire e andare alla toilette...(perle di saggezza mattutina) e di quelle non mi lamento....

Però come la mettiamo con quelle che avrei potuto evitare e per mia immondizia ho comunque fatto succedere con la grazie di Wile E. Coyote?

Per quelle ho un posto speciale, una specie di mausoleo, un "MEMENTO vamMORIammazzato" situato nel cassetto 28/2003 della mia ipofisi.

Ci sono esattamente 408* cassetti nella mia ipofisi e ogni cassetto è pieno di tutte quelle cose evitabili che ho comunque fatto accadere.

Il bilancio ad oggi 30/06/2009 è il seguente:

cassetti vuoti = 0
cassetti che vorrei svuotare = 0
dossier che attendono di essere spostati nel reparto cassetti grandi successi = 1

...eh, il reparto cassetti grandi successi è ancora vuoto per il momento, i dossier sono in visione presso la commissione di valutazione disastri e garbugli dell'emisfero sinistro...purtroppo la commissione è sovvenzionata dalla cassa centrale dello stato psicofisico e come tutte le cose statali (e non importa di quale stato si parli!!!) ha dei ritmi molto lenti...

Così io, da salmone che ero, mi trasformo in camaleonte e affronto la situazione adattandomi.
occhiali da sole, bermuda con improbabili motivi floreali, con magliettina smanicata di un colore che non si abbina, ciabattina infradito cachi a fiori rosa, cocktail analcolico (sono astemia, per lo stesso motivo per cui lo è Dylan Dog...) e musica stile "bailar bailar"...

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la trasmissione di questo post è stata interrotta per


siesta, si prega di riprovare la prossima settimana

quando il clima BELGA sarà INEVITABILMENTE

POLARE

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giovedì 14 maggio 2009

Con quella faccia un po' così....


...non mi prendo mai sul serio e gioco a nascondino con la vita evitando le sciagure come cacche di cane....
Forse ho solo un po' la testa tra le nuvole....
O forse c'è un abbastanza magia nella mia vita...
Questo disegno mi è stato dedicato da un fantastico artista e amico, Brian...se volete vedere le sue opere cliccate
Qualsiasi sia la ragione, oggi mi guardo allo specchio e rido come un'idiota....ma credetemi, meglio così:
:)
che così:
:(
......

mercoledì 6 maggio 2009

Spaziotempo

Oggi sono innaturalmente allerta.
Mi pongo milioni di quesiti in un nanosecondo e trovo milioni di risposte a domande mai poste in ancor meno tempo. Scrivo. Scrivo per mantenere viva la mia mente, perché preferisco incenerirmi che rendermi conto che la mia mente sta lentamente deperendo.
Ci si domanda spesso quali siano le cose per le quali "valga devvero la pena" e io ho un elenco tutto mio che magari non corrisponde al tuo che stai leggendo e che ti potrebbe lasciare un po' allibito in alcuni punti, ma non è questo il succo delle mie riflessioni di oggi. Il succo è lo "Spaziotempo".
Come le formichine che camminano dietro alle palpebre nel dormiveglia disegnando con le loro zampette malformi lunghe righe multicolori...ti confronti con te stesso in un determinato luogo e momento, tiri le somme o te ne freghi, ma ti rendi conto, in giorni come questo più che mai, che sei limitato e destinato a "nonesserepiù".
Bene. Accetto la mia condizione spaziotemporale.
Ora posso riaprire gli occhi, le formichine sono andate e io sono di nuovo qui: qui e ora.
Tuttavia c'è una differenza, il mio qui e ora ha una forma e dei colori: la mia circolarità porpora.
Ognuno di noi ha una propria forma e un proprio colore e io ho conosciuto persino individui multiformi che possedevano i colori dell'arcobaleno, ma quelle persone sono poche e se le hai conosciute sei stato molto fortunato.
Lo so cosa ti stai chiedendo: "ma questa si fa, o ci è?" e io ti rispondo: "CI SONO"
Ci sono qui e ora, e so che qui e ora stai leggendo il mio blog e stai lentamente scoprendo che anche tu hai una forma e un colore, diverso dal mio, ma fondamentalmente uguale.
Ora conosci anche tu il tuo spaziotempo e forse mi maledici, perché adesso saprai che i giochi di luce dietro alle palpebre sono formichine e che quando sei incazzato il tuo colore diventa grigio scuro, quando sei felice diventa oro e che quando è cremisi non voglio i dettagli :)
Ora che hai letto questo post magari ti sei tolto dall'elenco dei lettori assidui o magari hai scritto un commento mandandomi per fiori, ma ormai il mio colore e la mia forma sono mutati:
adesso ho la forma triangolare di un tramezzino e sono decisamente gialla...
SPAZIOTEMPO===>Pausa pranzo!
;-)
Buon appetito!

lunedì 6 aprile 2009

Lontano dagli occhi...

Ho sentito la notizia del terremoto questa mattina in macchina alla radio. Due minuti del radiogiornale tra una canzone tecno e qualche parola del DJ. La notizia è stata comunicata in modo molto corretto e i signori della radio hanno espresso il loro cordoglio in modo molto gentile...
Nonostante questo ho un nodo in gola.
I miei genitori abitano nell'Italia del nord, perciò non sono stata presa dal panico, ma la sensazione di impotenza che provo da quando sono emigrata si è fatta sentire in modo tanto forte da lasciarmi senza forze.
Io sono lontana. Io non posso fare niete...ora, probabilmente non avrei fatto nulla per le persone terremotate anche se fossi stata lì, (Non voglio essere ipocrita, e non ho mai partecipato ad alcuna opera di volontariato, un po' per mancanza di tempo e un po' per mancanza di predisposizione) ma essere così lontana dall'Italia è penoso spesso quasi insopportabile.
Ora mi chiedo, seguire il proprio istinto è una forma di egoismo?
Decidere di lasciare le proprie orgini e la famiglia, non è forse un segno di mancanza di gratitudine?
Quel che è fatto è fatto e non posso certo rimettere tutto in discussione perché mi sono venuti i sensi di colpa, ma vorrei sapere...lontano dagli occhi non è mai stato lontano dal cuore per me, ma basta questo a risparmiarmi di essere immersa nel ghiaccio col viso rivolto in giù...o in sù?
Lasciate pure perdere le mie paranoie apocalittiche.
Non sono brava ad essere seria neanche quando le lacrime mi pungono gli occhi.
Il mio sentito cordoglio a chi nella mia terra sta vivendo l'orrore.

venerdì 27 marzo 2009

Copromessi

Mi arrabbio. Certo che mi arrabbio.


Mi arrabbio con mia figlia che non mangia le verdure, non vuole mettere il maglione con il collo alto quando fa freddo e si toglie le calze in pieno inverno.



Mi arrabbio con mio marito che borbotta quando gli dico qualcosa, che non ha capito che ci sono due cesti: uno per i panni sporchi e uno per quelli puliti da stirare, che strizza il tubo del dentifricio a metà, che guarda programmi spazzatura alla TV.



Mi arrabbio con mia suocera che viene sempre a ficcanasare e commenta la mia capacità di organizzazione e il fatto che dia precedenza all'arte piuttosto che alle pulizie (nb: non sono una zozzona, ma neanche una che si sveglia alle 5 del mattino per dare un'ultima lavata al pavimento prima di andare al lavoro...).



Mi arrabbio con il mio collega che canta mentre cerco di concentrarmi e con il mio capo che chiunque arrivi con qualcosa da fare lo manda da me.

Mi arrabbio con la panettiera che io le dico "brioche con la crema" e lei me la rifila con la marmellata e io lo scopro solo quando l'ho morsicata!


mi arrabbio con molte più persone di quante ne avessi pensate prima di iniziare questo post....


Ma la persona con cui non faccio mai pace, la persona con cui litigo di più e in maniera più feroce, la persona che critico senza pietà e con cui spesso non parlo per giorni è una persona a cui sono molto vicina, diciamo che siamo inseparabili...


Con Eva non semplice arrabbiarsi, perché lei sempre quella che trova una scusante per tutto e che spesso, troppo spesso dice "è colpa mia", anche quando colpa sua non è, perché più facile zittire se stessi che ferire gli altri.
Ma dopo tanti litigi oggi Eva si svegliata con un'altra luna. Ha messo giù dal letto il piede giusto.
Per questo io ho deciso che per farle un regalo oggi, non mi arrabbierò con nessuno, neanche con lei.


Cercherò un maglione caldo con un collo meno ingombrante, e rimetterò le calze facendo finta che siano serpentoni giocherelloni che hanno fame di piedini, proverò a cucinare le verdure in un modo più gradevole e nel peggiore dei casi mangeremo qualche frutto in più.

Cercherò di non dare a mio marito alcuna ragione di borbottare, recupererò la biancheria sporca prima che sia lui a metterla da lavare e troverò un sistema per rendere più visibile la differenza fra i due cesti e per finire gli proporrò una bella partita a Trivial invece della TV: so che ama vincere :).

Oggi non vedrò mia suocera...per lei non ho soluzioni per non arrabbiarmi, tranne NON VEDERLA!

Non andrò a comprare le brioches che ci guadagno anche in salute, mangerò una mela piuttosto.

Il mio collega ha preso mezza giornata di ferie, così ha risolto lui i miei problemi per oggi!

Questo è quello che si chiama scendere a compromessi.

I compromessi: dolorosi e scomodi come scarpe strette, però magari avrò in cambio un sorriso dalle persone che mi circondano e di sicuro uno dalla mia cara Eva e questo mi basta.

venerdì 20 febbraio 2009

C'è posta per te

Voglio aprire una dolorosa parentesi sulle mie attitudini cinematografiche almeno su quelle più oscure e inconfessate...VELENO! ecco cosa guardo volentieri...Cianuro sotto forma di immagini.

Prendiamo ad esempio "c'è posta per te", o "Harry ti presento Sally"...O "Braveheart"(...lo so, lo so...non ho una cultura cinematografica da cult movie...aborrisco Pulp Fiction e non ho mai dico mai visto Kubrik) questi sono i film che guardo con quello spirito masochista di chi ben sa che piangerà tutto il tempo. Prendo quindi un pacchetto di taco's o patatine o....e qui tremate..."Ore liete" e mi siedo davanti al televisore sciatta come non mai nel pigiamone con i cagnolini.

Tutto questo per dire che dopo 23 anni di questo comportamento mi rendo conto di quanto siano velelnosi questi film: gli sguardi, le parole, le vite cambiate come vestiti e i lieti/drammatici fini strazianti.

Ma si rendono conto questi registi che così facendo inducono le povere intossicate di "romance" come me a credere che il romanticismo esista davvero...oppure come oggi a confrontare tali "bon-bon" all'arsenico con la vita reale...

Scusatemi....ho finito i fazzolettini e devo andare a cercarne altri....

lunedì 9 febbraio 2009

Con le mani...

Le mani sono il mio patrimonio personale.

Ringrazio il fato per avermi dato delle mani che sanno creare.

Siccome voglio bene alle mie mani (anche se mi rosicchio le unghie a sangue...il mio shatzuka mi diceva che lo faccio perché sono di tendenza aggressiva e le unghie sono un simbolo di aggressività...bah!) ho deciso di fare loro un regalo...PASTE SINTETICHE...

insomma...in parole povere plastilina!!!

Le mie mani si sono subito eccitate, come un bambino in un negozio di giocattoli! Come per incanto, sfuggendo al mio controllo si sono messe ad impastare, spezzettare, modellare, scavare, lisciare...il risultato???





Questa è la mia prima OOAK (One Of A Kind): sono bambole create senza l'aiuto di stampi, quindi uniche nel loro genere.
L'elfa, per niente benevola, si chiama Evilea ed è la realizzazione di un personaggio che gira qui e là nei miei racconti...
Se volete vedere di più....

giovedì 29 gennaio 2009

Gedichten Dag: Il giorno della poesia!

Oggi è il giorno della poesia qui in Belgio,
e io ho deciso di deliziarvi un po'...con i miei versi dissolti, irrisolti e mai assolti!



Anime Animali Atto Unico- Sonata per voce sola in G#

09/01/2009, 15:23


Ci sono momenti come fiumi in piena.
Scalciano come un mulo
e l'anima si ribella
adagiata sotto ad un pino a riposar le zampe.

Zoccoli o artigli hanno preso posto nel tuo cuore che
ad ogni battito sanguina incredulità.


Mostri le zanne all'ipocrisia, chiudi le palpebre a chi
amico non è ma nemico, come un giogo di ingenuità
pesante e sudicio sulle tue spalle.

Non c'è tempo per leccarsi le ferite, il ritmo incalza.
Non c'è tempo per lasciarsi grattare dietro le orecchie.

Puoi soltanto guaire nel freddo del canile, con le ossa che
fanno capolino dalla pelle senza pelliccia.

Guaito;
Lacrima:
pelliccia che si attacca irrimediabilmente all'asfalto.
Impronte di ruote:
indifferenza.

FinE Atto Primo - EXEUNT





PS: nono...anzi....sìsì!

mercoledì 28 gennaio 2009

Oroscopo Maya

E chi lo dice che bisogna sempre essere razionali????

Oroscopo Maya

Lepre - Tzaub
1 giugno – 28 giugno

ProfiloIl segno della Lepre eccelle nell'arte della comunicazione e primeggia in tutti i lavori a lei connessa come le relazioni pubbliche.
Attivi e pieni di energie odiano la solitudine: li priva di charme.
Spesso con la testa tra le nuvole dimenticano impegni importanti e si stupiscono se non riescono a realizzare i loro sogni.
I nati sotto questa luna danno grande valore all'amicizia e sono spesso disposti a cambiare idea o a cedere a compromessi per favorire le persone a cui vogliono bene.
Instancabili ottimisti cercano sempre una ragione positiva per andare avanti, lottano per un futuro migliore e ciò li avvantaggia nell'affrontare la vita.

Principio Guida: Comunicazione
Tallone d'Achille: Scarsa Praticità
Segno del partner ideale: Falco e Civetta
Colore di guerra: Verde

Ora mi sento meglio...

lunedì 26 gennaio 2009

Ora vi faccio vedere perché...




....sono stata assente per tutto questo tempo....



Flo la fata dei fiori -Eva Russo 2009 ©


Paper Cat disegno Eva Russo Personaggio originale Alera-Chan(.deviantart.com)


La stella - Eva Russo 2009 ©


La mia galleria completa:


http://grandiflora.deviantart.com/