lunedì 6 aprile 2009

Lontano dagli occhi...

Ho sentito la notizia del terremoto questa mattina in macchina alla radio. Due minuti del radiogiornale tra una canzone tecno e qualche parola del DJ. La notizia è stata comunicata in modo molto corretto e i signori della radio hanno espresso il loro cordoglio in modo molto gentile...
Nonostante questo ho un nodo in gola.
I miei genitori abitano nell'Italia del nord, perciò non sono stata presa dal panico, ma la sensazione di impotenza che provo da quando sono emigrata si è fatta sentire in modo tanto forte da lasciarmi senza forze.
Io sono lontana. Io non posso fare niete...ora, probabilmente non avrei fatto nulla per le persone terremotate anche se fossi stata lì, (Non voglio essere ipocrita, e non ho mai partecipato ad alcuna opera di volontariato, un po' per mancanza di tempo e un po' per mancanza di predisposizione) ma essere così lontana dall'Italia è penoso spesso quasi insopportabile.
Ora mi chiedo, seguire il proprio istinto è una forma di egoismo?
Decidere di lasciare le proprie orgini e la famiglia, non è forse un segno di mancanza di gratitudine?
Quel che è fatto è fatto e non posso certo rimettere tutto in discussione perché mi sono venuti i sensi di colpa, ma vorrei sapere...lontano dagli occhi non è mai stato lontano dal cuore per me, ma basta questo a risparmiarmi di essere immersa nel ghiaccio col viso rivolto in giù...o in sù?
Lasciate pure perdere le mie paranoie apocalittiche.
Non sono brava ad essere seria neanche quando le lacrime mi pungono gli occhi.
Il mio sentito cordoglio a chi nella mia terra sta vivendo l'orrore.

2 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Tristezza. E' molto presente in questi giorni. Forse non possiamo fare granchè; forse possiamo conservare la sensibilità di emozionarci, o commuoverci, almeno. Non resta molto, mi pare, nell'Italia di oggi.
... scusa l'intrusione. Stavo vagando sui blog, in un pomeriggio libero.
Mi sembrano cose sincere, quelle che hai scritto. Le condivido.
Mi ha colpito vedere in TV una giornalista che si è visibilmente commossa, ieri, mentre annunciava al TG i servizi dalla terra abruzzese devastata. Sarà che l'altra notte sono saltato dal letto, spaventato, con la famiglia sveglia, qualche bottiglia rotta che ha allagato il pavimento dello stanzino... tutto questo a Roma, lontano dalla tragedia. Tragedia che si era fatta sentire, solo sentire, però, anche a casa mia...
Sarà per questo che mi hanno colpito le tue parole sincere sul non sapere che fare o non potere fare nulla.
Se ti va qualche volta passa passa dal mio blog.
Un saluto

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

Caro Pietro, non è che io sia sincera, chiamala "incapacità di filtrare", anche se filtrare mi servirebbe ogni tanto.
Grazie per le tue parole e per aver condiviso con me parte dei tuoi pensieri. Non sei affatto un intruso, qui sono tutti benvenuti.

Spero che la tranquillità possa tornare presto anche se sembra impossibili vedendo ora le immagini dell'Abruzzo...

La forza della natura quando è crudele fa male anche al cuore perché ci si rende conto di quanto siamo piccoli e impotenti: crediamo sempre di poter dominare la natura. Ci sbagliamo continuamente. Sono sbagli che si pagano con la vita purtroppo.

Ho guardato il tuo blog e ho deciso che voglio leggerlo con più attenzione, per questo ho messo un link tra i miei preferiti.

Ti mando un saluto da Italiana a Italiano, nella speranza di rivederti presto sulle mie pagine.

Un abbraccio