giovedì 16 luglio 2009

la macchina del tempo

2 ore e 45 minuti.
E' incredibile come si dilati il tempo quando vuoi che si restringa.

Le mie vacanze stanno per incominciare, ancora 2 ore e 44 minuti di lavoro, ma la voglia mi è già passata e io tergiverso, mi rigiro, vado in cucina a prendere dell'acqua, guardo fuori dal finestrone e mi incanto guardando le macchine che sfrecciano sull'autostrada.

2 ore e 44...ancora 44?

sembra un'ora fa che ho detto 44 per la prima volta!

Mi metto seriamente a lavorare ora, giuro! almeno il tempo passerà più in fretta.

2 ore e 43! evviva! visto? basta accennare alla parola "lavoro" e i minuti corrono come locomotive a vapore...

...Forse però non devo spronare il tempo...Lui va già abbastanza veloce, senza il mio aiuto.

Quando sei bambino le giornate sono infinite, il tempo sembra fermarsi ad arrostire al sole delle giornate estive. Eppure, prima che tu te ne accorga, è finita anche l'estate, arriva l'autunno e ti si appiccica addosso come la nebbia delle tue pianure.

2 ore e 41 minuti!

Accidenti...forse il tempo fa un po' quel che gli pare, forse è un gran "Bastian contrario" e più vuoi una cosa e più che lui si diverte a fare l'opposto.

2 ore e 40.

Finisco questo post e metto indietro l'orologio e le ore diventeranno di nuovo 2 e 45 e sarà un po' come tornare bambini

=^-^=

PS: le vacanze cominceranno, prima o poi e io sarò lontana da tutto e da tutti per ben tre settimane! :-) niente computer, niente televisione, solo relax e famiglia.
Auguro a tutti voi una buona vacanza. a presto!
Eva x

lunedì 6 luglio 2009

ESPERIMENTO: cervello a cielo aperto

Pensavo. Quando penso di solito succedono dei cataclismi psicofisici a me e adiacenti. Questo non perché io non sia solita pensare, perché non è di un pensare qualunque che sto parlando.

Pensavo al fatto che stavo pensando, come quella storiaccia dei sogni lucidi, quando sogni di stare sognando, una roba così...

Pensavo, dicevo, e mi sono chiesta se le reazioni del cervello, improbabilmente liberato dalla scatola cranica (in un mondo surreale in cui fosse possibile farlo senza piombare in un incubo da HANNIBAL...) , sarebbero diverse...se i suoi prodotti sarebbero diversi...

Ma del resto, neanche questa è cosa nuova. Il cervello è già stato stimolato, anestetizzato, rivoltato come un calzino, mai niente di nuovo, solo le stesse conclusioni: collegamenti neuronali, emisferi e tanto blabla...perché noi la poesia la dobbiamo togliere sempre e comunque, da tutto.

E così il cervello diventa una specie di intestino situato in testa (che in effetti per il cervello di alcuni può essere anche un paragone azzeccato se si guarda alle produzioni...).

Perciò, mentre pensavo ho deciso di ridargli un po' di poesia, di coccolarlo un po', per questo ho messo su Tchaikovsky, ho fatto un tè al gelsomino e sono uscita in giardino, tra i colori fantastici dell'estate appena iniziata e il volo delle colombe.

Mi sono sentita subito meglio e anche il mio cervello credo, perché in un momento ho smesso di pensare e ho incominciato a godere di ciò che mi circondava e delle sensazioni umane e avvolgenti che stavo provando.

Oggi però sono di nuovo al lavoro, niente musica, niente colori, sono arrivata alle 7:30 e alle 7:45 ero già incazzata e...piove...allora penso, e il mio esperimento di ieri, così spontaneo e ben riuscito perde, tanto per cambiare la sua poesia, il cervello ritorna nella scatola e si mette a lavorare, fino alla prossima ora d'aria.