lunedì 14 dicembre 2009

farfalla di ghiaccio

non voglio volare oggi. voglio restare con le ali conserte e gli occhi chiusi a guardare lo spettacolo che si proietta dietro le mie palpebre. la neve che cade nel mio cuore ha ricamato sulla mia ragione che ora riposa inerte sotto una coltre gelata.
sono una farfalla di ghiaccio. un insetto la cui vita si srotola lieta nel proprio ieri e il domani altro non è che un addobbo su un albero di Natale che non vedrà.
sono un insetto, la cui repellente natura è nascosta da due pannelli dai colori vivaci, un separé per cambiare anima quando più mi aggrada.
sono un essere senza meta, perché una meta ha bisogno di tempo e io non ne ho. una meta ha bisogno di convinzione e io non ho principi se non quello di restare in vita finché la morte non mi prenda per mano.
sono un'eccezione che non conferma la regola. sono fuori da ogni dentro e non ho conosco torto o ragione. posso pensare e i miei pensieri sono come formiche in riga verso una briciola di universo.
non voglio volare oggi. preferisco starmene qui, con le ali distese al sole e gli occhi chiusi, ad aspettare un sogno che non verrà e l'attesa è il momento più bello.
la mia vita è breve:avvolta in carta da pacco, dura finché non la scarti.
Non ho sopra né sotto, non ho lati non ho un perimetro. soltanto curve sulle quali la mano del destino scivola, lenta e sensuale.
non ho parole, ma musica e immagini a raccontare la mia storia.
la musica si ripete in un ritornello infinito costellato di note dissonanti e alterazioni che non si riconoscono. il gong suona una volta sola però e io, forse, non lo sentirò.
non voglio volare oggi. voglio buttarmi nel vuoto e cadere nel pozzo senza fondo della mia immaginazione. finalmente libera.

venerdì 11 dicembre 2009

Reboot

La mia vita è una villa tra due mondi: quello pacato e costante della realtà e quello sfrenato e mutevole dell’immaginazione. A volte la realtà è così assurda che l’immaginazione con la regolarità di un metronomo prende il sopravvento e io non so più quale siano l’una e l’altra.

Svitata. E’ quasi un complimento se lo si paragona alla reale condizione psicofisica che accompagna l’affermazione.

Oggi tutto si scardina. La visione si fa rarefatta e tutto diventa nitido, come se ci fosse troppo ossigeno nei miei pensieri, o la sua completa assenza.

Svitata e incoerente. La coerenza è fatta per i monotoni: facciamo un applauso caloroso a coloro che prendono decisioni coerenti e hanno vinto un tir pieno di sterco e la sicurezza che la testardaggine li ha portati a tagliarsi l’erba sotto ai piedi.

Ho detto testardaggine? Beh, volevo dire coerenza. Io il mio tir ce l’ho parcheggiato in garage e l’aroma mi ricorda ogni santo giorno della mia coerenza passata.

Una villa tra due mondi dicevo: il mondo coerente e il mondo svitato.

Nel mondo svitato non si vede mai nessuno in giro mentre ci si cammina dentro ma alla luce della coerenza si scopre quanto sia affollato e ci si chiede come si sia riusciti a muoversi, con tutta quella gente.

Siccome io ci vado spesso a “Svitolandia” ho sviluppato una certa capacità di orientarmi nel non-spazio e non pesto mai i piedi a nessuno, anche se loro spesso li pestano a me e il dolore ormai non mi abbandona quasi più.

Eppure, nonostante tutto, le ore che passo nel mondo svitato sono quelle più belle. Aromi dolci si spalmano nelle mie narici e il loro gusto i insinua sulla mia lingua inebriandomi...per intenderci un misto tra cioccolato fondente e vino passito...La musica che si sprigiona dalle sinossi arrotolate sui marciapiedi di ghiaia rosa è indescrivibile per la sua bellezza, per l’originalità della composizione.

Ogni tanto però vorrei che il mio cuore fosse un nodo di plexiglas, trasparente e impermeabile e vorrei potermelo dimenticare quando non lo vedo, ma i suoi battiti mi assordano e le sue urla mi tolgono il fiato.

Forse verrà un giorno in cui non mi sarà più possibile fare la pendolare tra “Coerentia” e “Svitolandia”.

Se potessi scegliere vorrei che “Coerentia” somigliasse un po’ più a “Svitolandia” o che “Svitolandia” fosse un po’ meno affollata.
Anche un paio di scarpe con la punta rinforzata andrebbero bene, o un dentifricio al gusto di ciliegia.

Magari una nuova vita risolverebbe tutto in un colpo solo...ma come fai a trovartene una nuova se non puoi lasciare quella vecchia perchè non è più solo tua ma ci sono altre due persone con te in subaffitto?

Voglio fare la mia telefonata. non chiamerò l’avvocato credo, ma la pizzeria.
Per me una quattro stagioni...senza capperi.