mercoledì 24 novembre 2010

Staccato (disturbi)

Mi sono vivisezionata e ne è uscito un discreto successo.


Sono uscita dal mio corpo come una mano da un guanto e sono entrata in un corpo di scorta, non più bello, ma assolutamente diverso per genere e forza fisica, per salute e attitudine.
La mente è rimasta la stessa. I desideri non sono cambiati.
Il nuovo corpo fatto di marmo e sale, riporta le ferrite del vecchio corpo come profonde cicatrici dai margini slabbrati, colorate di un rosso vivido.
Se fossi sola non avrei paura di nulla. Se non amassi sarei infallibile.
Col mio nuovo corpo faccio più fatica ad afferrare il violino. Le mie dita sono come acqua sull’olio e le corde tagliano come lame di rasoio.

Ogni strisciata dell’archetto mi fa sanguinare, più basso è il tono più grande è il dolore.
Eppure sono felice, il dolore pulisce il sudiciume e il cuore non è più uno straccio.
La mia pompa interna si è trasformata in un fazzoletto dai contorni di pizzo: ci pulisco la bava che mi cola dalla bocca. La rabbia mi fa sembrare meno umana, o forse PIU’ umana soltanto un po’ meno gradevole.
Una Ciaccona alla vecchia me stessa che conteneva miele e ambrosia. Che riposi in pace, senza incubi, che quando passi alla vita migliore non ti servono più.
Cerco di restare anch’io in pace con il mio corpo di marmo, il sale e il violino.
Vitali, perchè non scrivi qualcosa che io sia in grado di suonare?

mercoledì 22 settembre 2010

SPAMPOST

Sono di nuovo qui ad imbrattare la rete e a riempire di spam i vostri account con un post nato un po' dal nulla e dal poco sonno e un po' dai miei pensieri malaticci.
Sono la personificazione di quello che il mio professore di italiano chiamava gli AUTOCELEBRANTI, perché ammettiamolo, per pubblicare le mie budella sul web, devo sicuramente avere una buona dose di vanità.

Insomma ma a chi cavolo interessa delle mie distorsioni psicologiche? A chi servono le mie dissertazioni sulla sessualità sentimentale (o era la sentimentalità sessuale???)

Ebbene, vi comunico che oltre a scrivere queste mie missive di carta igienica, le leggo pure, e le rileggo anche e quando ho un momento in cui avrei voglia di spaccare qualche piatto (mentre con la mia fervida fantasia immagino di sfondare il cranio di "qualcuno" con la mia katana...è_é) i miei post mi fanno ricordare che sono viva per un motivo ben preciso. COMUNICARE.

Se sono uscita di senno? Sì, forse sì. Ma grazie a Dio!

Le parole sono uno dei doni più grandi che la natura ha dato all'uomo e, anche se ci sono molte persone che quando parlano perdono l'occasione per stare zitte (e non nego che a volte sono una di quelle) le persone che comunicano toccano inconsapevolmente le corde dell'eternità.

L'eternità è un concetto che sembra di granito quando lo si guarda da lontano, ma diventa fumo appena si cerca di afferrarlo.

Agli esseri umani piacciono le parole sempre e mai..."ti amerò per sempre..." "non ti lascerò mai..." ma questi mai e sempre sono eterni come il ghiaccio nel wiskey.

Quanto durano i nostri mai e i nostri sempre? nel migliore dei casi una trentina d'anni...alla faccia dell'eternità.
Eppure le parole risuonano nel nostro piccolo universo sbattendo contro le sue pareti e dilatandolo fino a farci perdere la percezione dei suoi contorni.

E così due parole che non arrivano neanche ad un totale di dieci lettere ci trasformano in dei dell'Olimpo, ci fanno sentire infiniti, indefiniti, quasi potenti.

Non ci vedo niente di male in un po' di sana esaltazione.
Spero solo che non vi capiti MAI di cadere dalle nuvole di questa illusione, perché più alto  è il punto da cui si cade e più ci si fa male...

Comunque se avrete bisogno di un supporto morale, di una spalla su cui piangere, di una persona da mandare al diavolo, di qualcuno con cui parlare sporco, di un cuoco che metta il cibo precotto nel microonde, di una donna che si comporti da uomo o da donna a seconda dei momenti, di un secondo che vi tagli la testa se volete fare seppuku, di un partner per giocare a poker che non sappia giocare ma abbia sempre troppe carte in mano più una scorta decente nella manica, di un buon massaggiatore, di un compagno di sbornie o di fumate, di qualcuno con cui fare a pugni, di qualcuno che canti con voi nella doccia in grado di stonare più di voi, di qualcuno che vi tenga abbracciata/o tutta la notte, di qualcuno che suoni con voi i campanelli in piena notte per poi scappare ridendo come idioti, di qualcuno che vi dica che siete un genio o un'idiota, a seconda di ciò che avete bisogno di sentirvi dire...se avete bisogno di un amico...per VOI, ci sarò SEMPRE.

NOTA BENE: il mio sempre dura solo fino al 31/12/2017...

venerdì 10 settembre 2010

Non pensare così forte, non riesco a concentrarmi....

Sono una persona ripugnante a volte, ma ne avevamo già parlato.

Mento come se niente fosse, ci godo a vedere certa gente provare un po' di dolore psicofisico, insomma sono più schifosamente umana della media.

Però ho una spiegazione: quando uno ha due organi pensanti, le cose si fanno complicate, quando ne ha tre si fanno pericolose.

C'è da dire che per fortuna di solito non si mettono a pensare tutti insieme, ma anche con due, il rumore a volte di fa assordante e si rischia come stavo dicendo di trasformarsi in persone indecenti.

Insomma, non è che io voglia giustificarmi...o forse un po' sì, perché ultimamente ho fatto un po' il suino e allora, mi sembra di avere deluso i miei cari lettori...

Dall'altra parte però, questo non significa che io abbia intenzione di smettere di fare il facocero...soltanto che voglio che sappiate, che non è per caso, ma per scelta. Quindi mi assumo le responsabilità delle mie azioni.

In fondo voglio bene al vecchio diavolo E., con il suo nasone, il fisico cicciotto, gli occhiali e i suoi piccoli occhietti castani.

Le voglio bene perchè è semplice e quieta anche se a volte viene spazzata via dalla tempesta che ha dentro.

Mi piace com'è maniaca, fenomeno da baraccone, individuo pericoloso.

Mi piace come parla, la sua voce calda le sue frasi topiche.
MI piace quando cerca di essere qualcun altro, quando è tetra e non fa altro che parlare di morte, quando le viene la ridarola (per lo più le rare volte che fuma pesante)
Mi piace quando è ubriaca e ha la sbornia sentimentale o diventa triste.
Mi piace quando ha voglia e si farebbe qualsiasi cosa le passi a tiro...Mi piace quando pensa di essere innamorata per davvero, per l'ennesima volta.

E. è la mia compagna da più di 30 anni, dorme con me, mangia con me e fa l'amore con me.

Non è sempre facile essere lei nelle notti in cui resto attaccata al computer tentando di finire il mio dannato manoscritto, a volte finiscono a culo, a volte in un porno e altre volte in alcool...ma non è così terribile o frequente come sembra. Sopravviviamo.

A volte mi dico che dovrei incominciare a prendere la vita sul serio, ma sento che farlo mi farebbe sentire tutto il peso del mondo su di me e non sono così forte dopo tutto. Quindi preferisco cazzeggiare...

Perché scrivo? Perché mi piace.
Perché condivido? perché mi sembra di urlare improperi contro l'infinito e mi regala qualche momento di felicità.

Questo è il riscaldamento, mi sto testando, sto scavando la fossa per vedere se esco dall'altra parte.
Non siete obbligati a leggere. Ma vi sono grata poiché lo fate.

Avete il permesso di giudicare, dissentire, insultare e criticare, sarò felice di sentire tutte queste cose, ma se starete in silenzio non mi lagnerò.

Vi dirò quello che penso e uscirò dalla tana per davvero questa volta…Ma ciò che è scritto resta tale (con le modifiche del caso...eventualmente)
Sono un menestrello rinchiuso in una stanza senza finestre, soffocato nel proprio respiro, allucinato dalle proprie visioni. E' lì che i sogni diventano ideali, perché anche i clown hanno ideali e il loro valore non è da meno.

Beh, ho finito qui. Grazie per aver ascoltato.

PS: quali sono i tre organi lo lascio indovinare a voi....*_*

martedì 7 settembre 2010

XXX Tate e Aki ===ATTENZIONE YAOI==== XXX

=====ATTENZIONE YAOI====
attenzione questo post parla di relazioni omosessuali (NO scene sesso esplicito), se la cosa vi disturba vi prego di lasciare questa pagina. I commenti offensivi non saranno pubblicati. Le XXX segnalano i contenuti spinti (anche se di spinto qui c'è ben poco)
Grazie per la comprensione e per coloro che restano...buona lettura
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TATE E AKI

Aki è biondo, fragile, sognatore.
Quando si sveglia al mattino si guarda allo specchio e si vergogna di essere così effeminato, anche se l'idea di essere peloso come un orso e di avere una tonnellata di muscoli proprio non lo alletta per niente.

Aki ama, ama in segreto.

Aki ama Tate, in un modo indecente che non osa confessare neanche a se stesso.

Tate è un gran figlio di buona donna, capelli neri e sorriso beffardo.
Ogni mattina si guarda allo specchio sorride e si strizza l'occhio. I suoi lineamenti sono fini ha un bel fisico e (commento personale da narratore un po' erotomane) ha un gran bel sedere.

La sua divisa blu gli sta benissimo

Tate ama, ama in segreto.

Tate ama Aki, e lo vorrebbe fare suo, ma non osa confessarlo neanche a se stesso, non perché gli sembri innaturale amare un individuo dello stesso sesso, ma perché l'idea di essere innamorato, di cedere ai sentimenti lo fa sentire debole e Tate non ama sentirsi debole, né perdere il controllo.

Oggi sono fuori insieme in pattuglia e Aki si sente a disagio, vorrebbe parlargli, ma Tate gli risponde sempre così bruscamente che a lui viene quasi da piangere, e davvero non ha nessuna intenzione di farsi vedere piangere da lui.

Non c'è niente da fare, pattugliare la zona rossa non è una grande prestazione, per lo più c'è da chiamare i vigili del fuoco per qualche cassonetto dell'immondizia in fiamme e la storia finisce lì.
Tate guida e osserva Aki con la coda dell'occhio.
Aki guarda fuori dal parabrezza ma sente lo sguardo su di sé e arrossisce.

"Che c'è? " Tate si sforza di essere gentile ma la sua voce suona arrogante e rude come al solito.

Aki cerca di non balbettare "N-non ho proprio niente, sto solo guardando in giro per tenere la situazione sotto controllo...è solo..." Il cuore incomincia a battergli all'impazzata e ha paura che Tate lo possa sentire.

Tate viene colpito da una vampata di feromoni che lo stordisce un po'

"E' solo che?" dice languido

"Mi sento a disagio..." sputa fuori Aki senza pensare.
Tate non risponde, è confuso, non pensava che i suoi sentimenti fossero ricambiati e si rende conto di averlo desiderato più di quanto credesse.

Restano zitti entrambi. Aki strizza gli occhi "Mi-sento-a-disagio?" pensa schiaffeggiandosi mentalmente "Perché già che ci sei non gli dici che ti fa impazzire e che vorresti andare a letto con lui?" scuote la testa sconsolato.

Tate pensa a come fare per riprendere il filo. Se pensa a tutto il tempo che ha perso a fare il cafone, senza accorgersi che quello che desiderava era a portata di mano si sente un idiota.

"SENTI IO..." pronunciano la frase insieme e poi scoppiano a ridere, una risata che li libera dai pregiudizi, dalle paure e da qualche dubbio.

"Prima tu..." dice Aki senza guardare Tate.
Tate lo guarda brevemente poi ritorna a puntare gli occhi sulla strada.

Il sole ha il colore caldo del tardo pomeriggio e il turno è quasi finito.

"Ti va di bere qualcosa dopo il turno?"
"Io veramente avrei fame" dice Aki passandosi la mano nei capelli quasi a rassettare i pensieri.
"Beh, tra le mie mille qualità sono anche un gran cuoco" dice Tate fingendo di vantarsi "che ne dici se ti cucino qualcosa io?"
"E la tua ragazza, non le darà fastidio avere un intruso in casa?"
Tate ripensa alla tipa con cui è andato a letto qualche giorno prima, gran bel sedere, ma gli stava così addosso che era finita fuori casa ancora mezza svestita.
"Vivo da solo..."
Aki che aveva sperato in quella risposta fa un ghigno e replica "mi toccherà lavare i piatti, visto che con la cucina sono uno schifo!"

Tate sghignazza poi si fa serio, l'immagine si fa sciolta e Aki è tra le sue braccia.

"Senti, cosa ti aspetti da me? Io non sono un tipo da relazioni durature e asfissianti...di fare il bastardo con te non mi va. Non so perché ma non mi va..."
Aki si sente chiudere lo stomaco.
"Credo di poter correre il rischio" risponde poi serenamente. Del resto fino ad oggi solo nei suoi sogni aveva osato pensare ad una conversazione del genere "Cercherò di non stufarti..."

Tate parcheggia la macchina al lato della strada, in divieto di sosta e tira Aki a sé baciandolo lievemente sulle labbra. Intorno a loro solo la strada deserta macchiata dei colori del tramonto.
Con i volti vicini, il fiato ancora corto per la sorpresa e l'eccitazione si guardano per un lungo istante, si baciano di nuovo, con più convinzione.

"Di' ti piacciono gli spaghetti? Ho mentito quando ti ho detto che sapevo cucinare..." dice Tate con la voce roca di chi è troppo eccitato per parlare. Aki sorride languido e annuisce.
L'auto riparte e scompare dietro all'angolo della decima strada, portando con sé due cuori pieni di incertezze e di coraggio, d'amore e di voglia di vivere.

Io che sono solo un povero narratore onnisciente, mi sento un po' triste, perché per un attimo ho sentito le farfalle nello stomaco e ho sentito il mio cuore battere insieme a quello dei miei due giovani personaggi e so che ora mi mancheranno. Forse alcuni di voi non troveranno nulla di romantico in questa storia e immaginandosi la scena, sentiranno anche un po' di nausea. Per quanto riguarda me io credo che tutti noi abbiamo bisogno di un po' di dolcezza da spolverare sulla nostra vita come lo zucchero a velo con il pandoro e l'amore non ha niente a che fare con il genere di chi si ama, il cuore non ha i genitali.

PS: Porca paletta!! sono un filosofo...quella del cuore senza genitali me la scrivo, chissà che non mi possa servire un giorno o l'altro...

martedì 24 agosto 2010

Buono d'ordine per la prossima vita: voglio un pene e una Kawasaki z750 color vermiglio

Ora so come mai non ho paura della morte.

Mi eccita l'idea della sopravvivenza, ogni volta che vengo a contatto con la morte mi si inietta una scarica di adrenalina per il solo fatto di essere in vita, e di sapere che ogni giorno che passa mi porta vicino al momento in cui toccherà a me e allora la mia testa si inventa di quelle morti spettacolari*, come un seppuku ben fatto, o essere ingoiata da un oni gigante che sbava e puzza di fogna...e allora l'eccitazione del mostro che è in me si fa forte, quasi sessuale.

Vorrei essere un uomo in quei momenti, perché loro appaiono sempre più eroici e spettacolari di noi** anche quando si masturbano.

Forse è meglio che io sia nata donna.

Sarei probabilmente stato un grande stronzo come uomo, uno di quelli che giocano con tutto, anche coi sentimenti degli altri, quelli che non si preoccupano di niente altro se non soddisfare i propri bisogni psicofisici, dove il fine giustifica il mezzo....quelli che la notte si ubriacano per dimenticare di essere soli e si addormentano dopo aver fumato l'ultima sigaretta della giornata buttandosi sul letto ancora vestiti e si risvegliano alle 5 del mattino con la bocca amara e il mal di testa.
Quelli che una volta al lavoro sono degli zombi e vivono di caffè.

Porca Miseria! Questo riassuntino mi ricorda la vita di una certa tizia che conoscevo, quasi fosse me stessa....,che viveva in un condominio ai piedi di un cavalcavia e contava le ambulanze per addormentarsi, lavorava in ufficio dalle 8 alle 17 e in un pub dalle 20 alle 2...
Proprio una tipa sregolata e "sensa giudisi" (come dice il nonno..)

Che strano...una donna...allora non è necessario essere uomini per essere spettacolari...

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ORDINE N; 0001 24/08/10

(ma) se rinasco voglio essere uomo (lo stesso): per fare la pipì in piedi e baciare le donne, che le donne a volte hanno maledettamente bisogno di essere baciate!
Voglio una Kawasaki z750, e un bel paio di chiappe, di quelle che le donne ti guardano con la coda dell'occhio, e rivestirle di una tuta in pelle nera e rossa...
Voglio essere un po' bastardo e non prendere responsabilità che non sono in grado di sopportare.
Voglio essere innamorato, ma non cedere all'amore.
Voglio essere libero e bello, perché visto che in questa vita non ho proprio avuto la prima categoria in quanto a presenza fisica nella prossima posso chiedere di più senza aumenti: quindi un metro e ottanta per 70kg, capelli neri corvini e occhi verdi va!

Il cervello? Eh, sì mi serve, perché non voglio parlare come i giocatori di calcio nelle interviste e poi perché anche per fare i bastardi ci vuole un certo comprendonio.

Pagamento: facciamo anticipato, tanto per la vita presente ne ho da pagare che una in più una in meno non fa poi tanta differenza.

Rimborso: quello non c'è...lo so e non lo chiedo nemmeno. Che la creazione non fosse protetta da assicurazione ce lo si poteva immaginare (nessuno è perfetto)

Si prega di mandare conferma d'ordine prima del 31/12/2017, dopo quella data non sarò più in grado di leggerlo***

Distinti Saluti

Eva Russo

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*la mia fine
questa vita per te

**(anche se in realtà non abbiamo niente da invidiare)

***hey god, are you ready?

martedì 20 luglio 2010

AZZURROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!

Cerco l'estate tutto l'anno
e all'improvviso eccola qua.
Lei è partita per le spiagge

e sono solo quassù in città,
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.

Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.

Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,

e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri...
nei miei pensieri all'incontrario va.
Sembra quand'ero all'oratorio,
con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo
in un cortile, a passeggiar...

ora mi annoio più di allora,
neanche un prete per chiacchierar...

Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo

di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri...

nei miei pensieri all'incontrario va.
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PER UNA VOLTA INVECE DI PARTIRE DI TESTA PARTO IN VACANZA...ci risentiamo il 18 di agosto ^_^

buona estate a tutti voi!
xxx

giovedì 8 luglio 2010

Incubi ad Occhi Aperti

improvvisamente le parole perdono significato e risuonano vuote come stanze abbandonate, lattine di birra bevute, gusci di noci gettati via.

prendo in mano le nostre foto di sorrisi che non riconosco.

Tra i miei neuroni si è annidato un castoro che continua ad ammucchiare inutilità credendo di poterci costruire il proprio futuro. A cosa serve il futuro poi?

Di colpo mi sveglio e vedo la realtà com'è, calva e senza denti, ma preferivo farmi ingannare dalla sua parrucca e dalla dentiera di ceramica.
Non riesco più a dormire. Il volto giallo, gli occhi incavatie e l'unico dente di quel sorriso grottesco mi terrorizzano.

Voglio stare solo qui e leccare sonoramente le mie ferite, ma mi stanno tutti addosso e guardano ridendo il sangue che cola...

martedì 6 luglio 2010

Le cose stanno così...

Non ho potere decisionale.
Non posso neanche decidere il giorno del bucato.
In ognuna delle mie prigioni giornaliere c'è qualcuno che mi dice cosa devo fare: NON-NEGOZIABILE.

Oggi ho deciso di farmi tagliare i capelli...corti, ma corti, ai lati e lunghi ma lunghi davanti più o meno così

ma un po' più corti sul lato e un po' meno lunghi davanti e un'altra faccia appena sotto al ciuffo***


Poi siccome tra un po' devo andare a trovare mia madre le ho telefonato e le ho detto tutto  (meglio confessare subito e sperare nella riduzione della pena)...

Così mi sono sentita dire che le donne di quasi quarant'anni non le fanno queste cose, e che se fossi alta e magra allora uno potrebbe dire che sono un po' stravagante, ma siccome non è il caso (=siccome sono bassa e obesa) sono brutta quando mi concio così...

ma il bello deve ancora venire...mia figlia si è messa a piangere, il marito a ridere...e domani avro' i commenti del mio capo (che è un conservatore snob che si fa il riporto)...

Questo solo per farvi capire, come mai sono spanata.

Non sono cattiva, è che mi ci hanno scolpita a suon di sti pregiudizi a diventare cinica e crudele.

Ho comprato una spada e una volta alla settimana vado al dojo a sfogare la mia rabbia sul mio nemico immaginario...Le cose stanno così.
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***o forse anche no...le cose stanno così...

giovedì 1 luglio 2010

Il tè della E. Marzolina

il mio cuore si è rotto. Ho provato a caricarlo, ma la molla è saltata, e l'orologiaio mi ha detto che farlo riparare costa di più che comperarlo nuovo.
Così ne ho comperato uno di gomma gialla fosforescente, che assomiglia di più a una lumaca che a un cuore, uno che invece di pulsare canta come un gallo, ogni cinque minuti.
Mi piace il mio cuore nuovo.
Non sa essere triste né felice, ma canta delle belle canzoncine e lo posso programmare come una sveglia.

Il cuore vecchio lo conservo nel comodino avvolto in carta da forno, nel caso il caldo lo facesse sciogliere (ho sempre avuto un cuore di burro e un'anima di pane, e con le mie idee come marmellata no ho mai avuto problemi quando la pazzia veniva a prendere il tè)

Ora, a proposito di cuore, è da tanto che non prendiamo insieme il nostro tè della cinque con pane imburrato e marmellata di fragole!

Oggi però non posso, c'è il funerale dei miei sogni nel cassetto...fammi pensare...sì! puoi passare domani...diciamo verso le 16:30 così possiamo anche chiacchierare un po'.

porta anche qualche amico, di quelli che non amano i pettegolezzi, così per una volta parliamo di cose facete senza pugnalare nessuno.

Preferisci la tovaglia rosa con le bacche o quella nera con i teschi? le ho lavate entrambe e a parte qualche macchia che non viene via sono pulite, profumano anche di lavanda.

Se dovessi essere morta quando arrivi e non ci fosse nessuno ad aprirti la porta, prendi pure la chiave sotto allo zerbino e se nel salone ci fosse troppa puzza di cadavere non preoccuparti: il tavolo per il tè è sempre preparato in giardino.

allora...a domani (eventualmente)

martedì 29 giugno 2010

Libertà

LA LIBERTA' E' UNA MASCHERA SENZA BOCCA CON OCCHI COME BUCHI DI SERRATURA.

E.

mercoledì 24 marzo 2010

acrobata

Un piede di fronte all'altro,
non guardare in basso.

Scelgo tra le poche scene dei miei ricordi, polaroid sbiadite che non ritraggono quasi più nulla e lascio passare le immagini, come una monocromatica carezza nella mia mente.
Non è facile sapere quali sono le cose che davvero ricordo e dove incominciano le visioni, l'invenzione, la commiserazione.
Volevo che fosse tutto più facile, ma anche dimenticare non mi è servito a niente.

Un piede di fronte all'altro,
eppure la strada sembra non accorciarsi mai.

Forse è perché la morte a volte sembra un dono, che la strada non ha poi tanta importanza. Quando non hai raggiunto neanche una delle mete che avevi segnato sulla mappa della tua vita, cosa ti dice il senso dell'onore?
Quanto vale un'anima senza meta, né cammino, né desideri? Vale un sogno. Incongruente risultato di un'equazione lasciata a metà.

Un piede di fronte all'altro,
la tentazione di lasciarsi cadere ti riscalda il ventre.

Forse è perché ti ritrovi rinchiuso in una forma che non ti appartiene e non hai mai avuto uno scalpello, o una piuma per scolpire la tua voglia.
Oggi ogni passo è pesante e i tuoi pensieri hanno perso le ali.
Ma non ti stanchi mai, sopporti il dolore, continui a camminare nonostante tu non abbia idea di dove finisca la corda sospesa sulla quale ti stai muovendo...passo dopo passo.

Un piede di fronte all'altro,

non guardare in basso.

Credo che fisserò il sole, lascerò che la sua luce dissolva il mio sguardo, sarà facile vivere nel buio, quando l'ultima cosa che hai visto è stata la luce?
Il buio,
il nulla,
l'oblio.
La felicità.

Un piede di fronte all'altro...fino a quando la corda sparirà da sotto i tuoi piedi e finirai il tuo viaggio in caduta libera. Come è piacevole questa sensazione, il mio corpo che si smaterializza in una nuvola di polvere.
Voglio cadere per sempre.

Chissà se nei ricordi che ho perso c'era anche un paracadute?....

giovedì 18 marzo 2010

love song....

Guardo la tua pelle bianca, mia dea.
Sei la creatura più splendida sul quale io abbia mai posato gli occhi.
Sono solo una donna, pelle scura, piena di cicatrici che si vedono e quelle che non si vedono le sento bruciare nella notte mentre chiamo il tuo nome e i singhiozzi si trasformano in gemiti, i gemiti, in silenzio.

Lasciami sfiorare i tuoi capelli con le mie labbra,
voglio che il tuo profumo invada le mie narici e ottunda i miei sensi.
La purezza di una donna, così bella da togliermi il fiato così vera da farmi male.

Se guardo le mie mani, piccole e rozze, rovinate dalla passione,
mi vergogno al pensiero di poterti accarezzare,
Preferisco accarezzarti con l'apice dei miei pensieri,
lentamente, sciogliendo la tua immagine nel mio desiderio.

L'amore di una donna,
quando è amore vero è come un volo di farfalle, o mia dea.
Io sono un falco e non conosco dolcezza.

Non buttare la tua purezza per un momento di piacere.
La vergogna è una macchia, non si lava che col sangue
e io samurai senza padrone, convivo con il gusto del ferro
e il calore nelle viscere che attendono di essere purificate
un giorno non lontano.

Prima di partire, voglio che tu sappia che ti ho sempre amata.
Voglio che tu sappia che ogni giorno l'ho vissuto per te.
voglio che tu mi pensi come la lama del mio tantō avvolta in un telo bianco
senza macchia
senza infamia

Difenderò il tuo onore fino all'ultimo giorno.
Non ci sarà giorno in cui al richiamo della tua voce non verrò ad aiutarti.
Sarò una spalla su cui piangere,
un orecchio che ascolta,
Braccia forti che ti stringono,
il tuo rifugio per sfuggire dal dolore.

Io, meglio di chiunque altro, lo so.
Non c'è nulla che si possa fare contro il dolore.
Solo il tempo lo affievolisce, nulla lo cancella.
Eppure credimi, amore mio, meglio un ricordo doloroso dell'oblio.
Meglio la disperazione dell'apatia.

Piangi tra le mie braccia.
Ridi tra le mie braccia.

Saprò custodire le tue emozioni,
esse saranno il mio tesoro più grande.

Il destino ci ha rese uguali e la nostra affinità ci separa,
Ma io resterò a guardarti nell'ombra,
il mio cuore ti appartiene,
la mia anima è tua.
Il mio corpo è chiuso in uno scrigno d'acciaio e attende solo il momento in cui,
in altro tempo,
in altro luogo,
sarai finalmente mia.

E.

mercoledì 3 marzo 2010

Quello che non ti ho mai detto

Dopo tanto, tanto tempo ti scrivo.
Non ho mai avuto il coraggio di farlo e mi sono limitata a cercarti nei miei pensieri a parlarti attraverso le nuvole.
Mi sono chiesta tante volte come sarebbe andata se ci fosse stata una possibilità. Mi sono chiesta ogni giorno, per mesi, per anni, se saremmo stati insieme, se saremmo riusciti a mantenere la promessa che ci eravamo fatti mentre giocavamo nella soffitta; l'ultima volta che ti ho visto.

Ogni notte da quando ho saputo che te ne eri andato ho guardato il cielo cercando di vedere una stella che avesse il colore dei tuoi occhi. Ho chiesto a Dio di dirmi perché era successo a te e non a me, gli ho chiesto che senso aveva stare qui, visto che non avrei mai più potuto vederti, sentirti, gli ho chiesto che senso avesse la metà di una promessa.

E' andata avanti così per anni e poi ad un certo punto ho cominciato a sentirmi in colpa, perché alla fine il mio era soltanto egoismo. Ero disperata per me stessa, perché ti avevo perso, cercavo di attaccarmi all'idea che avevo di te, rielaboravo i ricordi che avevo, pochi e confusi, in un ideale che poco o nulla conservava di ciò che eri stato veramente.

Così quando sono diventata adulta, o almeno il surrogato di un'adulta, ho incominciato a cercare te in ogni uomo che incontravo, amando sempre a metà accontentandomi per avere la nausea subito dopo e piantare tutto a metà.

Mi si è stretto lo stomaco al pensiero che non sarei riuscita a mantenere neanche la mia metà della promessa. Amare solo te...così per essere meno infedele ho rifiutato di amare e ho deciso che nel momento in cui mi fossi accorta che era amore avrei rovinato tutto, perché con la coscienza sporca di chi ha tradito l'amore non c'è più.
E così sarei stata di nuovo solo tua, perché l'amore che avevo, tutto quello che avevo era stato sempre e solo per te.

Ieri sera mi sono resa conto che sono passati quasi trent'anni da quando ho visto i tuoi occhi per l'ultima volta e non sono mai venuta a vedere dove sei sepolto.
Ho tante cose che vorrei dirti, stando vicino a te, avendo per una volta la sensazione di essere abbastanza vicina perché tu possa sentirmi, ma ho paura, ho paura di vedere il tuo nome inciso su una pietra e la tua foto e di essere sicura che non mi sono inventata tutto, che davvero non ci sei più.

Non voglio mai smettere di credere che ti rivedrò perché se lo facessi la mia vita perderebbe anche l'ultima sicurezza che mi è rimasta.

Vorrei provare quella gioia di cui ho un ricordo così vago, la sensazione che esista qualcuno che è fatto per me e che viva per rendermi felice. Qualcuno per cui io possa vivere, per il solo scopo di farlo felice.

L'ultima memoria si costruisce dietro le mie palpebre, come un gioco ad incastro, ogni volta che cerco di  ricordarti. Ci provo sempre, mi faccio venire il mal di testa per avere dei ricordi veri di te, ma ogni volta è sempre la stessa immagine, il vetro posteriore di una macchina e la tua mano da dietro questo vetro che mi saluta.
Quello che resta poi sono soltanto delle lacrime che mi bruciano gli occhi, la nausea, sempre la stessa e il fiato corto, come se l'aria si rifiutasse di riempirmi i polmoni.

Mi manchi e credo che mi mancherai per sempre. Mi manchi ed e tutto quello che posso fare per mantenere la mia promessa.

Questa notte pensami un po' e io guarderò nello stesso punto, dove guardo sempre, per cercare una stella che abbia il colore dei tuoi occhi.

anti nostalgic
english lyrics and text

sabato 27 febbraio 2010

sleepless beauty...

遠くで眼を光らせて 目覚める者たち待っている


夜の城壁 誘われて 移り住む群れの脱け殻に



(出口のない) 衝撃に耐えるつもりなら

(崩れるほど) 偽りを魅せて



生まれ変われるあなたよ ひとり微笑まないで 瞳を彩る

望んだ世界が突然 灰になっても 奇跡にまだ 巡り合える



(そっと抱き締めて 壊すように)



無垢なままでさらされて 花びらを散らす花のように

磨く宝石 手の中の ヒビにさえ気付き始めてる



(冷たい手が) 抜け落ちた棘を拾うから

(まどろむ火が) くすぶり続ける



いまも届かぬ光の行方 鮮やかに舞う 想いを描こう

導く言葉が零れてしまわぬように 移る時を 恐れないで



(出口もなく) (崩れ落ちる)



生まれ変わりのあなたよ ひとり微笑まないで 瞳を彩る

望んだ世界が突然 灰になっても 奇跡はまだ 巡り来る



届かぬ光の行方  鮮やかに舞う 想いを描こう


導く言葉が零れてしまわぬように 移る時を 恐れないで



(そっと抱き締めて ずっとつかまえて もっと心まで壊すように)


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Da lontano, lascia brillare i tuoi occhi; chi ti ha svegliato sta ancora aspettando.


Seduci i baluardi della notte nei tumuli di pelle lasciata da cose che adesso vivono altrove.

(ti spezzi) incanta gli inganni

Tu che sei rinata, colora i tuoi occhi non sorridere da sola.

Anche se il mondo che tanto hai desiderato è improvvisamente andato in cenere, con un miracolo potremo ancora sfiorarci profondamente.

Fatti vedere così  pura come un fiore che ha perso i suoi petali .
Stai solo incominciando ad accorgerti che i giorni scintillano come gioielli tra le tue dita.

(una mano fredda) raccoglie le spine

una fiamma continua a bruciare senza ardere

Dipingi i pensieri vividi che danzano pensieri che che si trovavano in un posto che ora non si puo'più raggiungere.
Non temere il tempo che passa, perché le parole che ti guidano non vengano gettate via.

non c'è via d'uscita e io sto ancora cadendo

Alla tua reincarnazione diro' colora i tuoi occhi non sorridere da sola.



Anche se il mondo che tanto hai desiderato è improvvisamente andato in cenere, con un miracolo potremo ancora sfiorarci profondamente.
Non temere il tempo che passa, perché le parole che ti guidano non vengano gettate via.

 (stringimi delicatamente, afferrami sempre, sempre di più, spezzami il cuore)

Sleepless Beauty- Ryuichi Sakuma


Perché le donne sono sempre state le principesse da svegliare con un bacio...ma io questa notte con un bacio vi addormento aleggiando su di voi come una brezza calda e insonne...

E' una traduzione un po' libera...potete sentirla qui a partire dal minuto 6:28

martedì 23 febbraio 2010

間の楔

Mi hanno chiesto che cosa sia per me l'amore*. Domanda scomoda, come un paio di scarpe di un numero in meno.

Ho alzato le spalle, ma poi, quando sono rimasta sola questa domanda ha incominciato a girarmi in testa come uno sciame di api nell'alveare. Il mio cervello non riesce mai a starsene in silenzio, tanto meno a riposare.

Allora mi sono detta...perché non mi comporto da essere umano del ventunesimo secolo?
e così ho aperto il portatile e ho digitato http://www.google.it/

ho inserito la parola amore e ho cliccato CERCA CON GOOGLE e il primo risultato è stato questo:

Amore Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. (fateci un giro, ne vale la pena...)

in lato della pagina ho trovato questo ...il carattere che in Giapponese indica l'amore: in questo carattere la parola cuore 心 è inserita nella parola accettare 受 [け入れなさい].

Ecco perché amo il Giappone e la sua lingua: i nostri cari fratelli del sol levante riescono sempre a trasformare le cose più disgustose in fiori di ciliegio....

Forse è proprio come dicono loro, che cos'è l'amore se non accettare il cuore dell'altro, la sua anima, i suoi desideri e farli propri?
Eppure io non riesco a digerirla questa cosa in cui l'amore è accettare...così cerco e ricerco, fino a quando arrivo a cliccare, all'orlo della tendinite su di un vecchio link, ad un anime che ho amato molto, nonostante il contenuto un po' forte...

E lì ho trovato la risposta: 間の楔...il cuneo dell'amore...è quella cosa che mette insieme ciò che altrimenti sarebbe irrimediabilmente incompatibile.

Io non lo so cos'è l'amore*, non lo conosco e molto probabilmente non lo conoscerò mai.

(Ne sono diventata consapevole ora che ho 34 anni, e la cosa, vi dirò mi fa piacere.)

Non conosco l'amore, ma so come voglio che sia. E alla faccia degli psichiatri e dei ricercatori, dei terapisti e degli statisti, vi dico che l'amore è una cosa che non si consuma e che non cambia. Con il passare degli anni, il vero amore si modella addosso a chi ama come una guaina. Siamo noi a cambiare e a deperire, è la nostra natura che lo richiede, ma l'amore, l'Amore ci tiene uniti all'amata/o come un cuneo, che forzi dentro ad una fessura due corpi che altrimenti, magari non si incontrerebbero mai.

間の楔...ai no Kusabi....

E' quella dolce schiavitù che nessuno ci impone, quel desiderio costante di tenerci saldi alla persona che amiamo, la voglia di camminare tenendosi per mano, il desiderio di fare l'amore, anche dopo anni e anni insieme. Il deglutire sonoro quando il suo pensiero ti sfiora la mente, il calore che circola al posto del sangue quando ti tocca.

Non fatelo vi prego...non venite a dirmi, come fanno tutti, che queste cose sono per i primi momenti di una relazione, non mi venite a raccontare la differenza tra essere innamorati e amare, perchè non ho intenzione di ascoltarle queste cose, mi hanno fatto diventare il sangue acido e denso come pece, tanto che non spero più e non riesco quasi più a pensare.

Io sono sicura che c'è o c'è stato, da qualche parte l'amore che era destinato a me, l'ho solo mancato.

Il mio destino era scritto con una matita probabilmente e qualcuno si è divertito a cancellare e riscrivere.

Non mi interessa ormai, continuerò comunque a credere che esiste...il cuneo dell'amore esiste davvero...



Ai no Kusabi è una novella scritta da Rieko Yoshihara. - la versione Anime e questa foto sono proprietà dell' Anime International Company (pagina wiki in Italiano)
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PS: quando parlo di amore in questo post intendo amore passionale...quindi non amore materno, fraterno, ecc...tanto per capirsi...

giovedì 11 febbraio 2010

Vento che graffia
una vita senza àncora, soltanto
un vento freddo e un sole
pallido, ricordo di sentimenti non miei.

Stanca come una foglia
in autunno, riposo le ossa fragili,
bambini, che guardano il sole
con la bocca aperta senza
bruiciarsi gli occhi, ma con
l'anima in fiamme.

Ogni giorno è un tassello
del mio mosaico senza colore,
strada senza inizio
né fine
libro bianco con le sue intonse pagine
sgualcite.
Sgualciti sono anche i miei pensieri,
che si perdono in righe senza rima né gloria.
Non voglio scrivere perché si legga la pena,

voglio penare per scrivere una bugia maestosa,
che assomigli sempre di più alla verità.
Non è poesia è prosa masticata e poi sputata, è
una poltiglia infame di voglia e di rifiuto.
vomito dell'anima.

L'odore acre dei miei pensieri si scioglie in una risata
a volte sentita a volte finta a scopo umanitario.
Palla al piede di me stessa scarto i miei desideri come caramelle
e li lancio su queste pagine vuote, dove se ne staranno appiccicate,
fino al prossimo giorno di sole..

E. - 11/02/10

Non chiedetemi cos'è. Non lo so.

giovedì 4 febbraio 2010

Vuoto

Nessuno dei mie sogni diventa realtà.
Lo sciatto mistero dell'esistenza
altro non è se non
un gheriglio di noce.


PS: Ho perso il mio lettore MP3. Con anni di musica raccolta con sangue sudore a volte soldi e rischiosissimi colpi di pirateria. Non avevo un back-up (QUANTO SI PUO' ESSERE RINCOGLIONITI!!!!!!). Senza la mia musica non funziono.
Vado nel mio angolino a disperarmi.

PPS: lo so che nella vita ci sono problemi più seri, ma non riesco a fare a meno di essere melodrammatica per questa storia.

PPPS: scusatemi. é_è

lunedì 25 gennaio 2010

Hey God, Are you ready?***

Un'altro sprazzo di vita tra un'emicrania che mi lascia quasi morta e un'attacco nausea rivolto alla mediocrità dell'esistenza.
Riattacco con le domande con la rinnovata illusione di ricevere delle risposte.

La zingara mi prende la mano e dopo avere strabuzzato gli occhi in un'espressione poco credibile mi dice "tu signora hai un destino amaro. Muori giovane vedi qui?" dice mostrandomi la mia linea della vita "arriva fino a 42 anni" mi dice "e poi si spezza. Non ho dubbi." avevo pagato solo diecimilalire per quella rivelazione "Un destino migliore costa di più?" le dico cinica.
Lei prende il pezzo da dieci e me lo chiude in mano.
"Mi dispiace" mi dice.

Rido. La morte non la si può pagare per starti lontano, ma per venirti a trovare...quello sì...da quel giorno mi sono fatta un'idea di una morte che altro non è se non una prostituta di alto bordo, piena di capricci...una ragazzina viziata, che fa l'amore per noia e che non bada a nulla pur di possedere l'amante che sceglie in un rigoroso ordine sparso!

Così per curiosità, per vedere fin dove si poteva spingere ho incominciato ad osservarla e piano piano ho scoperto che quella della prostituta altro non è che una copertura.
La morte è un angelo clemente, che ripara come può al male che c'è nel mondo.

Così ho capito, ho capito perchè sarebbe venuta da me così presto: avrebbe posto fine al mio "Sodoma e Gomorra", avrebbe riconciliato la mia "Babele" e mi avrebbe riportata dal mio unico grande amore.
Non ve ne parlerò. Perchè lui è l'unica cosa di me che è ancora immacolata e intoccabile e ora che ho sempre le mani sporche rischierei di insozzarlo.

Dopo questa scoperta la mia vita è stata difficile per un po'. Mi sono fatta domande a cui nessuno poteva rispondermi, domande che rimanevano agganciate alla mia anima, lacerandola come ami da pesca nella bocca di un pesce.
Dopo questa scoperta mi sono per un momento sentita sporca e inutile, e subito dopo lucente e gloriosa e poi è incominciato quel vuoto che a volte mi prende e che mi fa vomitare: acido o parole.
Dopo questa mia scoperta sono diventata ciò che sono un giullare senza storie da narrare, un cavaliere senza cavallo, un samurai senza padrone, un fiore senza corolla.

Allora, Dio, sei pronto? Visto che a volte viviamo come cani, visto che ci sbraniamo a vicenda senza preoccuparci di sputare le ossa...sei pronto a ballare con me questo lento in cui io chiedo e tu rispondi?
Non ti disturberò per l'eternità, perché quando il 42 anno sarà scoccato non è da te che verrò a mettere le tende, la scala scende per me caro mio, e lo sai.
Farò le cose per bene, e darò il meglio di me in questa danza che si chiama vita e anche se non so ballare mi muoverò come posso e cercherò di essere graziosa.
Tu però non mettere quei pantaloni argentati a zampa di elefante, che ti fanno delle gambette così secche, altrimenti sembriamo Stanlio e Olio.
Allora, Dio, sei pronto? Io no, sai? E mi fa paura tutta questa storia. Per una volta vorrei credere che verrai all'appuntamento, ma sono anni ormai, che non rispondi ai miei inviti...
Pazienza, al posto di venire a ballare con te, farò un giro in città per cercare un'altra zingara e questa volta le darò la mano sinistra.


 
***tratto da "The Gazette - Silly God Disco"

venerdì 22 gennaio 2010

Anatano tame no kono inochi - Questa vita per te

Premessa - la scorsa notte ho fatto tardi e questa mattina ho dovuto alzarmi presto. Il tutto è stato condito con una massiccia dose di avvenimenti stupefacenti. Nel vero senso della parola. In più ho ripreso a leggere libri in giapponese e ad ascoltare visual rock nipponico, e nessuna delle due cose aiuta la sanità mentale.
La visione che segue è quindi adatta ad un solo pubblico adulto e non impressionabile, con un'ingente capacità autoanalitica e un sistema di filtraggio adeguato. GRAZIE.

La scala aveva due direzioni, una parte saliva verso il soffitto, a vederne l'imboccatura sembrava quasi una tana di coniglio, ma era improbabile che lo fosse a causa del suo bizzarro posizionamento e della bava violacea che ne colava fuori. Pensai allora al rifugio di un grosso insetto, o di un pipistrello domestico.

L'altra parte della scala scendeva in un'apertura del pavimento. L'imboccatura era rivestita di un metallo simile all'acciaio, tranne che per il suo color porpora.

Mi avvicinai al pertugio, feci spallucce e incominciai la discesa; del resto cosa avevo da perdere?

I primi passi furono incerti, ma ben presto mi entusiasmai all'idea di una discesa verso l'ignoto. Le pareti del tunnel erano bianche e lucide come specchi, cosa che mi faceva ben sperare che non avrei incontrato ragni o altri insetti.

All'improvviso ci fu un rumore come di uno scoppio e la scala sparì da sotto i miei piedi. La caduta fu rapida, ma riuscii comunque a trovare il tempo per sistemarmi i capelli prima di toccare il suolo.

"Finalmente sei arrivata!" disse una voce biascicante.

Feci un profondo inchino, tenendo le mani lungo i fianchi.

"La prego" dissi con esagerato sussiego "cerchi di non scompigliarmi i capelli mentre mi sgranocchia il cranio..."

L'Oni si leccò i denti affilati sorridendo e il buio fu tutto ciò che seguì.
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鬼 = Oni (clicca per saperne di più)

giovedì 21 gennaio 2010

地獄へ落ちろ..................jigoku-e ochiro..................(memorie di una notte di alcol e fumo)

Non ti ho chiesto un parere. Non ti ho chiesto di esistere. Non ti ho chiesto di prendere in mano le redini della mia vita. Voglio che tu sparisca, dalla mia vita e anche dalla mia vista voglio che il tuo impero diventi cenere e io risorgerò da quella cenere il dito medio alzato in segno di vittoria.

Ho rasato la mia testa e sono pronta alla battaglia, ultimo dei guerrieri, samurai senza padrone.

Sono una donna e ho superato abbondantemente l'età della ragione, mia madre mi ha dato in dote un fiore, mio padre una spada e io posso lottare o concedermi senza bisogno che tu mi dica come fare, senza che la tua mano frughi tra le mie viscere stanche.

Sei un avvoltoio, una strega, un demonio imbrattato di zucchero a velo, e io ho leccato la superficie della tua anima intossicando i miei pensieri e il mio cuore del tuo mellifluo veleno.

Ora la mia lingua infetta assaggia l'acciaio e il sapore di sangue, di ferro e di fuoco purifica il mio spirito corrotto.

Sono un guerriero, l'ultimo, sono un samurai senza una meta, ma una meta non serve.

Serve un dio o un demonio, qualcuno a cui affidare la veste bianca per la morte, qualcuno da cui tornare, viva o morta quando la battaglia sarà finita.
Serve un'anima pura o decomposta, un cuore brillante o divorato dai vermi. Serve una ragione per combattere.

Io  combatto per quello che è rimasto della mia libertà, combatto per il niente in cui credo, che è mio e che per quanto inutile possa sembrare è il fulcro della mia coriacea esistenza.

Non ti ho chiesto un parere. Non ti ho chiesto di esistere. Vai al diavolo, tuo mentore e padrone. Vai e digli che non ho mai fatto la guerra per soldi, ma solo per un ideale che ora riposa sotto metri di terra.

Vai al diavolo e digli che il mio demonio è di carta e lo tengo ripiegato vicino al cuore, insieme ai miei sentimenti e altro pattume.

Vai al diavolo...e restaci.

地獄へ落ちろ= jigoku-e ochiro=go to hell
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PS: non preoccupatevi è uno sfogo del tutto letterario e dettato dal troppo alcol di ieri sera. Lo scrittore affida, a volte, la propria mano all'assenzio.

mercoledì 20 gennaio 2010

spiccioli

Frasi piccole e irrisolte. C'è sempre un punto di domanda alla fine? Ci sono occhi grandi che guardano il futuro, lingue calde che accarezzano le labbra in un soffio e mani forti che afferrano i fianchi senza dare spiegazioni.
Ci sono spiccioli di conversazione che cercano di farti conoscere senza dire troppo, ma a volte celano per irretire, nascondono per intrappolare.
Sono un insetto nella tela, e il mio ragno è incredibilmente sensuale. Non vuole divorarmi ma vuole assaggiare il mio sapore.
Mi avvolgo nella seta e chiamo il suo nome nei miei sogni, in un gemito lieve, che solo lui e io possiamo sentire.

Il sole non sorgerà se non glielo ordino e la luna continuerà ad accarezzare la mia pelle, imperlandola di sudore.

Dimmi, Angelo Nero...dovrò sempre e solo incontrarti nei miei sogni?
C'è una vita dove io e te siamo insieme in infinite notti piene d'amore e di silenzi loquaci?
Dimmi, creatura senza pietà...essere androgino e puro, sono io la metà della tua sfera?
Dimmi, amore mio...devo smettere di sperare?

Perché quello che ho è uguale e inverso a ciò che desidero e il raggiungimento dello scopo significa l'inizio della fine.

Io non amo chiudere i capitoli, né le porte...né il mio cuore.
Sono nata per aprire le mie ali e volare verso il cielo, ma poi qualcuno mi ha tagliato quelle ali e da allora non hanno mai smesso di sanguinare.

Dimmi, giudice senza macchia...avrò un posto in cui riposare quando partirò da qui?
Dimmi, tu che non hai bisogno di vedere per poter conoscere...potrò vedere la tua luce se non conosco il pentimento?

Sono un'anima ribelle, ma non come Lucifero, che voleva essere più grande di Dio, non come Icaro, che voleva volare più alto del sole...
Io voglio penetrare i meandri della vita umana, conoscere i meandri del peccato capitale, conoscere il dolore per liberarmi dalle catene.

Ma questi non sono altro che spiccioli di conversazione che cercano di farti conoscere senza scoprire troppo, che non portano a nulla se tu non ascolti.
Come fare l'amore con se stessi, senza tenerezza e senza gioia, come se i sentimenti fossero una fenice a corda, che possiamo caricare e farla bruciare a piacimento, per poi prendere scopa e paletta e raccattarne le ceneri.

Io non lascerò che la mia fenice bruci invano, non andrò a raccattare le mie ceneri nel pattume.

Se urlo il tuo nome, tu ascoltami, dannazione!

Viviamo vite parallele, dividiamo un letto gelato e una vita scialba che non ha colori: solo un'interminabile varietà di grigi.

Parlo con te, anima senza fondo, senza confini, senza senso. Non lasciarmi sola proprio ora che sto per dissanguarmi del mio ultimo goccio d'amore.
Se io divento pietra, tu svanisci con me.

Ma questi non sono altro che spiccioli, troppo piccoli e silenziosi per te che sei sorda e cieca

martedì 19 gennaio 2010

Il pensiero è il padre dei vizi

Divano del Covo Grandiflora, 02:41:33 +1 GMT

Scrivere di notte è un vizio.
Chi ha un vizio ne ha di solito almeno un altro che gli tenga compagnia.

Io scrivo di notte e ho tanti altri vizi, che non sto ad enumerare, perchè la mamma legge il blog e non voglio perdere l'eredità.

Il mio vizio più grande e che mi prende con un'inquietante assiduità è quello di pensare.

Pensare non è solo un vizio, è una malattia, un cancro che non uccide, ma è doloroso e scomodo come un paio di scarpe di due numeri in meno.

Pensare è una malattia che non è contagiosa - potrai passare tutta la vita soffrendo le pene dell'inferno, sentendo le urla della tua anima che va in brandelli, mentre il tuo prossimo alza il volume del televisore per non sentirti gemere.

Pensare è una malattia per cui non c'è una medicina ma soltanto cure drastiche...oserei dire, definitive.

A volte mi piacerebbe che il centro del pensiero, di questo pensiero che mi fa scrivere di notte, fosse in una parte amputabile del mio corpo.

Ma dannazione...il pensiero non è altro che un vizio. Certi fumano, certi si drogano, certi (quelli che ammiro e invidio...ok, ok, sto scrivendo di notte no? e lasciatemi straparlare...) vivono nei piaceri della lussuria, certi non sanno resistere al cibo o all'alcol...certi, passano le loro notti a pensare, a cercare di sciogliere l'enigma dell'esistenza o magari solo quello della propria piccola e marginale vita.

Ma di tutti questi vizi quello più capitale è proprio il pensiero, perchè altro non fa che speculare su se stesso...assomiglia un po' all'ozio e un po' al troppo zelo.
Il pensiero è il padre dei vizi perché ogni vizio viene da esso comandato e organizzato...

Il pensiero è uguale e inverso all'ozio
L'ozio è il padre dei vizi
Il pensiero è il padre dei vizi

Me lo passerete sto sillogismo?

venerdì 15 gennaio 2010

Prigionieri

Prigionia è un mondo
dove la mia mente può volare
e io mangio ciliegie
Eva
PS:  = CRITICA POSITIVA

lunedì 11 gennaio 2010

nodo sciolto

La mia anima tormentata rigurgita lessico convulso e pensieri scuciti.
Non c'è niente che difenda l'originalità della propria sofferenza.
La debolezza umana sta nella perfetta autocommiserazione con cui la nostra anima sceglie i propri sogni.
Sognare è il principio dell'infelicità.
Ci sono nei sogni pensieri e parole che il mio buco nero inghiotte nel suo profondo per non farle mai tornare in superficie.
La mia oscurità è una partita a scacchi che la mia vita gioca contro se stessa, io sto a guardare e piango e porto il lutto per i miei pezzi caduti in battaglia.

Non ho capo né tanto meno coda, sono solo un tridente incandescente piantato nel cuore e una gola squartata per non poter più urlare dolore alle stelle.

Sono come Hansel chiusa nella gabbia e cerco un modo per non farmi mangiare. Non posso usare un osso di pollo, perché non è una strega miope a controllare il mio dito, ma la morte dall'occhio di falco.

Ha già indossato l'abito bianco e siede al tavolo con in mano forchetta e coltello e io controllo il mio petto per essere sicura che non ci siano macchie...che figura ci farei?

Ma non preoccupatevi, i miei sogni sono trappole e la mia vita una clessidra.

Ci vorrebbe un sistema un po' meno fisico delle lacrime per sfogare la rabbia. Forse le parole...ma chi le ascolterebbe?

venerdì 8 gennaio 2010

Libertà

Libertà è un mondo dove io posso volare e tu mangi ciliegie


Eva

mercoledì 6 gennaio 2010

pesi

Kundera ha scritto un libro che avevo quasi dimenticato...poi è arrivato il demonio a ricordarmi della sua esistenza ed io sono andata in libreria, ne ho comprata una copia e ho incominciato a rileggerlo.
E così mi sono resa conto di quanta verità ci fosse in questo libro e di quanta menzogna io mi sia cibata negli ultimi quindici anni...ma l'essere umano è così: stabilisce delle regole per il gusto sadico di infrangerle.

L'insostenibile leggerezza dell'essere.

Io forse ci vedo delle cose tutte mie, come in ogni libro. Cose che non esistono nel libro stesso, ma che vengono stimolate nella mia attività cerebrale da ciò che leggo.

Magari Kundera non sarà contento. Ma la felicità è una cosa relativa...del resto credo non siano molte le persone che possono affermare di essere felici. INCONDIZIONATAMENTE felici...

E qui arriva Kundera. Solo ciò che è necessario è pesante e solo ciò che è pesante ha valore.

Ma mi chiedo se sia giusto riempirsi la vita di pesantezza solo perché questa è l'unica cosa che conta...non abbiamo tutti bisogno di leggerezza per essere felici? Forse ci sono persone che sono felici nella pesantezza, quindi concludo che tutto dipende dalla natura.

I tipi pesanti (come me) hanno bisogno di leggerezza per essere felici. I tipi leggeri di pesantezza.

Questo mi porterebbe a pensare che il connubio più giusto sia tra un tipo leggero e un tipo pesante, ma non è vero (e lo so per esperienza) il tipo pesante cercherà sempre di alleggerirsi e il tipo leggero di zavorrarsi, con il risultato che si correrà a braccia spalancate in due direzioni diverse...o nella stessa, ma su due binari paralleli.

Ci sono altre domande però, per cui non ho risposte.

Cosa succede se il destino fa unire, nonostante l'assurdità, un tipo pesante con uno leggero? c'è mediazione o tutto è destinato a crollare?
E' giusto cercare di raggiungere la leggerezza e con essa la felicità? Si può fare qualcosa per alleggerire se stessi ed incominciare a desiderare la pesantezza?

Nel libro i leggeri, come Sabina, come Tomáš restano soli...o muoiono infelici...i pesanti come Franz...cercano i pesanti...(correggetemi se sbaglio).

Forse se fosse tutto così dannatamente bianco o nero si risolverebbe in un battere di ciglia, ma troppi sono gli attori e gli spettatori sono crudeli e sobillatori, gridano forte il tuo nome per far sapere a tutti quando sbagli e ed affermare la loro predominanza su di te.

Mi sento un po' intimorita oggi, da questa vita che è così piena di persone leggere che cercano di ancorarmi.

Eppure questo libro mi lascia delle speranze di felicità, perché alla fine anche se sono un po' come Sabina e come Tomáš potrò imparare a convivere Con il mio Franz e la mia Tereza e magari i miei errori diventeranno più leggeri e io potrò vivere inciampando e rialzandomi con qualcuno che mi tiene per mano.

Siccome però non voglio che questo post abbia un tono epico, ma voglio che nella sua volatilità resti con i piedi attaccati al suolo (piedi leggeri con ancora) allora credo che, comunque vada, non girerò la faccia a me stessa e alla mia leggerezza dell'essere, quella che è in me da sempre, quella che mi ha portata attraverso il bel tempo e la burrasca: Eva è quello che è e forse questa è l'unica cosa che non riuscirei mai a tradire...neanche se volessi.

lunedì 4 gennaio 2010

non ci indurre in tentazione.....

non sono mai stata brava a resistere alle tentazioni e ora che la notte invece di dormire scrivo le tentazioni sembrano più forti e più cattive.
Mi chiedo se alla fine le tentazioni siano così malefiche come sembrano o se in realtà non siano che delle specie di margherite, nel prato della vita.
Però se ci penso bene poco cambia...è sempre questione di punti di vista: alcuni pensano che i fiori siano fatti per essere colti e messi in un vaso dove poterli annusare, toccare, spiluccare ogni volta che gli va...altri pensano che sia un peccato e una suprema forma di egoismo racogliere i fiori e che il loro posto sia nella natura per essere guardati ed ammirati da tutti e per ritornare a far parte della natura una volta morti.
siamo da capo...cedere alle tentazioni o resistere guadagnandosi la fama e il titolo di individui "integri"...?
Mi viene in mente la storia di un suicida...uno che non ho mai conosciuto. Suicidarsi è un atto di codardìa o di enorme coraggio? La risposta ognuno ce l'ha per se stesso ma questa cosa mi ha sempre un po' incuriosita...perché alla fine scegliere il come e il quando altro non è che una tentazione estrema, un'allucinazione da capolinea...un dito medio alla morte e un'alzatina di spalle alla vita.
E' qui che la medaglia si rigira.
Le tentazioni forse non andrebbero viste solo nei confronti di noi stessi, ma nella misura in cui esse vengono in contatto con le persone che condividono il nostro spazio vitale, le persone a cui siamo legati in modi differenti con differente intensità.
Quello che voglio dire è che confrontarsi con una tentazione quando fa differenza solo per noi stessi non è una grande impresa, ma quando il fatto che si ceda o si resista, fa differenza anche per le persone che amiamo o che ci amano è una cosa difficile da ponderare...
Io non sono brava a resistere alle tentazioni e a volte cedere viene da sè come vomitare.
L'anno nuovo ha portato tante tentazioni con sè e ancora nessun manuale "tentazioni pratiche per principianti"
...comunque ho di nuovo 365 giorni per fare un bilancio (o sarà mica bisestile?)

domenica 3 gennaio 2010

Più di quanto l'occhio riesca a vedere

Mettiamo che ci sia di più di quanto l'occhio non riesca a vedere e mettiamo che questa anima non sia sempre pura come invece recita il copione.

Romeo viene sostituito con il Joker e Giulietta con la Donna Gatto.

Tutte le carte in tavola vengono allora rimescolate, tanto che più nessuno ha paura della legge del Principe e nessuno piange più quando muoiono gli amanti del resto non erano che degli adulteri.

Noi creiamo le regole che noi stessi infrangeremo.

La lussuria viene rinominata come romanticismo e la fuga si dipinge di un desiderio di evasione dalla ristrettezza delle mura domestiche (?) e i valori si digitano sulla tastiera di un telefonino.

Se Romeo e Giulietta avessero avuto un cellulare, sarebbe stato molto più semplice

"Frate Lorenzo, mi ha dato 1 pastikka sembrerò morta, ma nn sarà così nn fare ca**ate aspettami a Modena domani alle 6. baci8 Jul"

.........l'anno nuovo non ha curato la mia natura visionaria ma ha dato nuovi colori alle mie visioni....


BUON ANNO A TUTTI VOI...