martedì 19 gennaio 2010

Il pensiero è il padre dei vizi

Divano del Covo Grandiflora, 02:41:33 +1 GMT

Scrivere di notte è un vizio.
Chi ha un vizio ne ha di solito almeno un altro che gli tenga compagnia.

Io scrivo di notte e ho tanti altri vizi, che non sto ad enumerare, perchè la mamma legge il blog e non voglio perdere l'eredità.

Il mio vizio più grande e che mi prende con un'inquietante assiduità è quello di pensare.

Pensare non è solo un vizio, è una malattia, un cancro che non uccide, ma è doloroso e scomodo come un paio di scarpe di due numeri in meno.

Pensare è una malattia che non è contagiosa - potrai passare tutta la vita soffrendo le pene dell'inferno, sentendo le urla della tua anima che va in brandelli, mentre il tuo prossimo alza il volume del televisore per non sentirti gemere.

Pensare è una malattia per cui non c'è una medicina ma soltanto cure drastiche...oserei dire, definitive.

A volte mi piacerebbe che il centro del pensiero, di questo pensiero che mi fa scrivere di notte, fosse in una parte amputabile del mio corpo.

Ma dannazione...il pensiero non è altro che un vizio. Certi fumano, certi si drogano, certi (quelli che ammiro e invidio...ok, ok, sto scrivendo di notte no? e lasciatemi straparlare...) vivono nei piaceri della lussuria, certi non sanno resistere al cibo o all'alcol...certi, passano le loro notti a pensare, a cercare di sciogliere l'enigma dell'esistenza o magari solo quello della propria piccola e marginale vita.

Ma di tutti questi vizi quello più capitale è proprio il pensiero, perchè altro non fa che speculare su se stesso...assomiglia un po' all'ozio e un po' al troppo zelo.
Il pensiero è il padre dei vizi perché ogni vizio viene da esso comandato e organizzato...

Il pensiero è uguale e inverso all'ozio
L'ozio è il padre dei vizi
Il pensiero è il padre dei vizi

Me lo passerete sto sillogismo?

8 commenti:

loislaine1975 ha detto...

I miei pensieri sono un così grande tormento per me che vorrei potermi staccare la testa dal collo, per evitare di ascoltarli ancora. Di notte le loro urla non mi permettono MAI di riposare...per dormire come chiunque dovrei annientare il mio pensare...ma è impossibile, ogni tentativo fatto non porta mai a nulla di concreto e mi ritrovo ogni notte, da tante notti, a cercare di tappare la bocca di quel strillare...che aumenta inesorabilmente.
Solo tra le braccia di Superman i miei pensieri smettono di gemere, come lievitassero congelati...come una sorta di ferma tempo...che poi ricomincia quando lui si allontana da me! Pensare non è uno dei miei vizi...ma la più grande delle congiure da sopportare!
Queste tue parole sono entrate dritte nella zona del pensare...come fossero uscite direttamente da li!
Spero di non essere stata inopportuna...ciao!

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

Non sei mai inopportuna, le tue parole danzano con le mie e dalla loro unione promiscua (ma a volte anche promis"q"ua) nascono nuove parole che io riscrivo e che tu commenterai in una ruota infinita...
sono solo un po' gelosa...vorrei anch'io una Lois o, nel peggiore dei casi, un Superman che facesse zittire i miei pensieri...per ora ci provo da sola ma i (non)risultati li vedi anche tu.
Un abbracio

Miriam ha detto...

Chissà perchè ma questo vizio
"Il mio vizio più grande e che mi prende con un'inquietante assiduità è quello di pensare", mi è familiare, e non credo che sia così devastante, non credi?

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

Non so che dire cara Miriam.
Dovresti chiederlo a quella lumaca in agonia che ho nel petto.
(=dormito poco-bevuto troppo)

Miriam ha detto...

Mmmmh...fammi pensare un po'...dunque la lumaca in agonia potrebbe essere il cuore, l'anima, l'essenza del pensiero, bè in questo caso penso che a fare troppi lavori di pensiero di questo tipo si finisce per agonizzare per davvero, ma forse è solo frutto delle strategie della ragione che cercava di trovare pace e dormire e tu invece l'hai "violentata" per elaborare e pensare.
Concludi con "=dormito poco-bevuto troppo" e io allora, che non bevo e dormo abbastanza (e forse troppo) cosa dovrei dire?

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

Devo dire che la tua analisi mi spiazza.
Ma in effetti lo sai che sono sempre uguale anche quando sono sobria (dormire non fa parte della opzioni, visto che quando dormo poco dormo 2 ore e quando dormo tanto ne dormo 4)...
concludo che ci sono due usi che si possono fare del pensiero: quello passivo e quello attivo e quando si sceglie la propria opzione si sceglie di che pena penare...non conosco quello passivo, ma di pena mi basta la mia, grazie.
So che condividi e per questo ti sto coccolando virtualmente per curare la tua bibi che io sono forte e poi mi passa.
Un baciotto

Miriam ha detto...

Urca, ti ho addirittura spiazzata...Bene, bene dunque ci stiamo coccolando a vicenda!
Dolce notte, cara Eva!

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

*baciotto*