lunedì 11 gennaio 2010

nodo sciolto

La mia anima tormentata rigurgita lessico convulso e pensieri scuciti.
Non c'è niente che difenda l'originalità della propria sofferenza.
La debolezza umana sta nella perfetta autocommiserazione con cui la nostra anima sceglie i propri sogni.
Sognare è il principio dell'infelicità.
Ci sono nei sogni pensieri e parole che il mio buco nero inghiotte nel suo profondo per non farle mai tornare in superficie.
La mia oscurità è una partita a scacchi che la mia vita gioca contro se stessa, io sto a guardare e piango e porto il lutto per i miei pezzi caduti in battaglia.

Non ho capo né tanto meno coda, sono solo un tridente incandescente piantato nel cuore e una gola squartata per non poter più urlare dolore alle stelle.

Sono come Hansel chiusa nella gabbia e cerco un modo per non farmi mangiare. Non posso usare un osso di pollo, perché non è una strega miope a controllare il mio dito, ma la morte dall'occhio di falco.

Ha già indossato l'abito bianco e siede al tavolo con in mano forchetta e coltello e io controllo il mio petto per essere sicura che non ci siano macchie...che figura ci farei?

Ma non preoccupatevi, i miei sogni sono trappole e la mia vita una clessidra.

Ci vorrebbe un sistema un po' meno fisico delle lacrime per sfogare la rabbia. Forse le parole...ma chi le ascolterebbe?

10 commenti:

giardigno65 ha detto...

se le parole sono come le tue qualcuno cha ascolta lo trovi

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

Sai, qui siamo in una specie di camera vuota, dove parliamo e ascoltiamo il nostro eco...e il mio eco si mescola al tuo e il tuo a quello di qualcun altro, ma è una specie di circolo vizioso dove alla fine ognuno ascolta se stesso.
Fuori da questa gabbia dorata, non ci sono orecchie sintonizzate sulla mia lunghezza d'onda...o almeno questa è l'impressione che ho.
A volte è vivibile, altre volte mi tira fuori di testa.

loislaine1975 ha detto...

Io stringo tra le mani ogni giorno il mio sogno. E non trovo altro modo per respirare...poi però qualcosa me lo fa lasciare per paura di guastarlo sarei disposta a perderlo. Sai ti capisco bene seppur ignara della tua molteplicità di passati...anche io provo molte delle cose che leggo nel tuo blog e certi giorni, tipo oggi mi verrebbe voglia di farmi mangiare dalla strega miope della fiaba dei Grim...almeno così si smetterebbe di soffrire così tanto!
Vabbè...domani confido sia una giornata migliore! Ciao!
P.S. Forse tra dieci anni capirò pure come postare correttamente...che disastro di giornalista che sono...!

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

sei una donna piena di fascino cara Lois. Credo che la strega ti lascerebbe viva, tuo malgrado.
La sofferenza fa di noi persone più trasparenti del vetro e più forti dell'acciaio, una specie di ricetta segreta per il successo...ma bisogna saperne approfittare. Tu devi solo avere fiducia nella bellissima persona che sei...se lo vedo io, perché non puoi vederlo tu?
Se dubiti che sia così chiedimelo e io te lo ripeterò.

Miriam ha detto...

E noi chi siamo? Non siamo forse qui ad ascoltare le tue parole, cara Eva?
Non sempre i sogni sono il principio dell'infelicità...
A proposito di sogni...sogni d'oro!
Ti abbraccio forte forte!

teoderica ha detto...

Ciao Prunella....tu sai già tutto quello che devi fare, lo sai già....scrivi.... La sofferenza fa di noi persone più trasparenti del vetro e più forti dell'acciaio....vedi che lo sai già.
Allora, per me non sei solo parola, sei due occhi intensi e profondi, sono i tuoi occhi ciò che più mi colpisce di te......dai Prunella lo sai che per apprezzare la felicità in modo intenso occorre farlo anche con la sofferenza.....dai che è peggio essere un macaco e folleggiare che essere consapevole....dai Prunella datti un poco al linguaggio motorio, lascia un po' stare quello simbolico......dai sorridi....anche solo per ridere in faccia a come ti senti.....fregalo il tuo umore....fregalo dai......un baciotto.

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

Cara Teodorica, tu sei nel mio cuore e sostieni il mio spirito.
Grazie.

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

Miriam, posso paragonarti a una meringa con la cioccolata calda?
No tu sei più dolce e tiepida
:-)

Spero che Shakespeare mi perdoni per aver rubato e violentato uno dei suoi più conosciuti sonetti...beh, sai che faccio te lo dedico:

Shakespeare - Sonetto 18
a Miriam

Posso paragonarti ad un giorno d’estate?
Tu sei più bella e più calda.
I venti forti scuotono i boccioli di maggio,
e il tempo dell’estate è breve.
A volte il sole splende troppo
e spesso è oscurato dalle nuvole;
e tutto finisce o si declina,
per caso o per il naturale svolgimento delle cose;
ma la tua estate non svanirà
nè tu perderai possesso della tua bellezza ,
nè la morte ti potrà intrappolare nella sua ombra
perché tu in questi versi eterni rimarrai sempre bella.
Finché l’uomo respirerà e riuscirà a vedere
Tanto a lungo tu vivrai.

Miriam ha detto...

Sei unica...mi dedichi un sonetto fantasticando leccornie di cioccolata calda(meglio che tiepida) addirittura del grande S. Noooo, non ci posso credere! Stavo per perdermi questo tuo dono, ma grazieeeee! (Ci sono anche i miei grigi e i miei neri)
Baci!

Eva Prunella Grandiflora ha detto...

Per deliziarla mia signora!

*il menestrello fa un profondo inchino e tutti i campanelli del suo abito trillano all'unisono*

^_^