mercoledì 24 novembre 2010

Staccato (disturbi)

Mi sono vivisezionata e ne è uscito un discreto successo.


Sono uscita dal mio corpo come una mano da un guanto e sono entrata in un corpo di scorta, non più bello, ma assolutamente diverso per genere e forza fisica, per salute e attitudine.
La mente è rimasta la stessa. I desideri non sono cambiati.
Il nuovo corpo fatto di marmo e sale, riporta le ferrite del vecchio corpo come profonde cicatrici dai margini slabbrati, colorate di un rosso vivido.
Se fossi sola non avrei paura di nulla. Se non amassi sarei infallibile.
Col mio nuovo corpo faccio più fatica ad afferrare il violino. Le mie dita sono come acqua sull’olio e le corde tagliano come lame di rasoio.

Ogni strisciata dell’archetto mi fa sanguinare, più basso è il tono più grande è il dolore.
Eppure sono felice, il dolore pulisce il sudiciume e il cuore non è più uno straccio.
La mia pompa interna si è trasformata in un fazzoletto dai contorni di pizzo: ci pulisco la bava che mi cola dalla bocca. La rabbia mi fa sembrare meno umana, o forse PIU’ umana soltanto un po’ meno gradevole.
Una Ciaccona alla vecchia me stessa che conteneva miele e ambrosia. Che riposi in pace, senza incubi, che quando passi alla vita migliore non ti servono più.
Cerco di restare anch’io in pace con il mio corpo di marmo, il sale e il violino.
Vitali, perchè non scrivi qualcosa che io sia in grado di suonare?