lunedì 18 aprile 2011

Ritorni

Io ancora non mi capacito del motivo per cui mi ostino a imbrattare fogli bianchi, digitali e non, con pensieri sconclusionati, affermazioni che lasciano il tempo che trovano, biscotti rosicchiati e fialette di cianuro.
Sono come quel lupo lì, sì...dai che lo sai! quello che perdeva il pelo, ma non il vizio.
Io però di vizi ne ho persi tanti ultimamente...ho smesso di fumare, di bere, di abbattermi per un nonnulla e di credere che chi la dura la vince.

Sono diventata quella che si potrebbe definire una persona bilanciata.

Dormo a sufficienza, non eccedo nel cibo nè nella fornicazione, alimento i miei mostri almeno due volte al giorno per evitare che siano troppo deboli per popolare i miei incubi e indosso la mia maschera di perfetto cittadino ogni mattina prima di uscire di casa.

Si potrebbe dire che sono salva.

Di recente chattavo con un amico in Australia e lui mi diceva che i sentimenti non sono importanti, ma è l'integrità che conta. E io ho capito che questo è uno dei motivi per cui mi sono sempre ritrovata a navigare nello sterco.
Io ho sempre pensato che l'amore dovesse essere posto sopra ogni cosa e sbagliavo.

Ora ho imparato la lezione e ho chiuso i sentimenti in una gabbietta, così da poterli sentire cantare, senza rischiare che volino fuori lasciando escrementi ovunque.

Ma ogni volta che ritorno a casa e li vedo in quella gabbietta, così piccola per dei sentimentoni così, un po' mi sento in colpa, per averli rinchiusi.

Eppure non ho intenzione di ricredermi. Quel che è fatto è fatto.

Sono diventata quella che si potrebbe definire una persona crudele.

Fino alla prossimo post.

venerdì 14 gennaio 2011

sproposito per l'anno nuovo

===attenzione: ciò che segue è pura invenzione. Spero. E non contradditemi===

Mi sono dimenticata di vivere.


per fare un lavoro che detesto solo perché mi permette di pagare una casa che non amo, per preoccuparmi degli altri, per soffrire di cose che non posso cambiare.

Mi sono dimenticata che amo il suono della pioggia, il vento, il sole.

Neanche lo vedo più il sole qui.

Per seguire qualcosa che non esiste ho lasciato la mia terra, la mia famiglia i miei amici (ah, vero, non avevo amici da lasciare) e ho avuto in cambio la paura di morire, che ogni notte mi morde prima che io mi addormenti per sparire al mattino quando mi alzo stanca e infelice.

(affermazione) il mio è solo egoismo.

(ipotesi) Forse ho fatto uno sbaglio.

(conclusione/affermazione)Non mi interessa cosa mi ha portato fin qui.

(frase patetica) Voglio solo essere felice.
===fine analisi===

Se fosse stato solo qualche anno fa mi sarei detta che somigliavo a mio padre, che è sempre scappato da tutto.

Del resto cosa te ne fai di un padre che ti ha abbandonata e dimenticata? Gli puoi dare la colpa di tutto. Anche della tua infelicità. (dovreste provare: è comodissimo)
E qui apro una parentesi per dire al mio caro zio - anche lui scomparso dal codardo che è ed è sempre stato - che i panni sporchi a me piace lavarli nel cortile, perché tutti vedano di cosa si sono sporcati, ma vedono anche che faccio del mio meglio per pulirli e che voglio essere onesta e che il mondo la guardi pure l'onestà e quanto mi costa (qualcuno lo chiama essere stronzi non onesti, ma io sono per la libertà di opinione, che si pensi ciò che si vuole e che lo si dica pure)
Tutto procedeva bene finché il padre inesistente ha incominciato a pulsare nel mio cervelletto per uscirne in una mia telefonata senza futuro (due, perché nella prima si è fatto finta che avessi sbagliato persona) e in una mail in cui veniva svelato l'arcano: per 35 anni ha fermamente creduto che non fossi sua figlia e chiaramente non mi ha detto niente, perché quando gli affari gli giravano male era comodi avere qualcuno che ti stava ad ascoltare perché avrebbe dato la luna per fare in modo che le parlassi.
tra l'altro, penso che non si scrivano queste cose via mail, io personalmente se dovessi dire a qualcuno "non sei mia figlia" mi assicurerei almeno di guardarlo negli occhi mentre lo faccio.
Ma non me lo merito e lo so (non è autocompassione ma CONSAPEVOLEZZA)
Del resto neanch'io mi sono mai preoccupata di informarlo che l'ho amato, odiato, venerato e maledetto, per quasi trenta anni.

Quanto tempo perso. Tutti quanti (e non sapete quanto mi faccia incazzare perdere tempo!)
Eppure, anche se alla fine non si è mai avuto importanza l'una per l'altro, mi sono sentita come se mi avessero sparato un colpo di bazooka nello stomaco. Disperata.
Mi sono sentita svuotata, le ultime certezze che avevo erano partite, finite in niente.
Per un tempo che è sembrato infinto mi sono dimenticata di vivere, per rotolarmi meglio nel fango di una sofferenza che non aveva neanche ragione di esistere. Ho perso l'infanzia e l'adolescenza piangendomi addosso (IDIOTA! e questo cara Eva te lo dico dal profondo di quel cuore lumaca che mi pulsa a smuzzo nel petto)....

Combattendo da bambina contro quelli che mi dicevano che ero senza papà, perché credevo fermamente che non fosse così.....

Combattendo con mia nonna che mi diceva "sei come tuo padre!" ogni volta che mi comportavo male, perché credevo di essere unica e non volevo essere paragonata ad una persona che non conoscevo....

Ho combattuto per tutta la vita contro i mulini a vento e ora mi ritrovo senza forza, senza armi, senza cavallo e senza niente da poter dare a mia figlia, semplicemente perché ho dato via tutto, cercando di trovare me stessa, cercando di completare un puzzle che non aveva tutti i pezzi.
Non che io li avessi persi, quei pezzi, semplicemente non c'erano: il puzzle era completo e io non lo sapevo.
Ora non so più chi per anni mi ha mentito, chi mi ha nascosto qualcosa, di chi mi posso ancora fidare ora.
Da ora in poi scriverò cose senza senso, visto che almeno di quelle ne ho ancora a bizzeffe da dire.
Per festeggiare la perdita della ragione, vi invito tutti per un tè virtuale.
E farò anche i biscotti.