giovedì 11 ottobre 2012

sono quasi le tre

In realtà sono le due e un quarto, ma perché dovrebbe importarmi di che ore sono, quando mi posso comportare come un personaggio di finzione?
Cosa conosce di me il lettore passeggero? coloro che si fermano qui più spesso, possono dire di conoscermi?
In realtà quando possiamo finalmente dire di conoscere qualcuno?
Mia nonna dice sempre che si conosce qualcuno solo quando "ci si è mangiato sale insieme".
Forse il sale altro non è che il sinonimo dell'impossibilità di penetrare la psiche umana o semplicemente il sale come la conoscenza lo si apprezza di più quando resta in superficie.

Faust potrebbe confermare: non c'è gioia nella consapevolezza. Più si conosce e più si soffre.
Ma allora, perché ci ostiniamo a voler sapere? Perché non facciamo salti di gioia sapendo di non essere al corrente?
Ho pensato per un po' che si trattasse di masochismo - Io sono una forte sostenitrice del dolore come mezzo per risvegliarsi da certi "torpori da routine"- ma poi ho cambiato idea.

Le reazioni che ho avuto modo di vedere, diverse persone a confronto con la menzogna, mi hanno fatto capire che si tratta di orgoglio.
Non accettiamo la menzogna perché nel momento in cui siamo inconsapevoli altre persone sanno tutto, mentre noi brancoliamo nel buio ci sono persone che ridono della nostra ignoranza e questo ci turba.

In più ci sono alcune menzogne che ci risparmierebbero un sacco di problemi non esistendo, nonostante la verità che nascondono sia dolorosa e distruttiva.

Per esempio E. madre della piccola L. da alcuni anni non ha più affetto da parte del marito e non si decide a lasciarlo per via della piccola. Lei non sa che in realtà suo marito ha un amante, che per giunta è un uomo. Se lui si decidesse a dirglielo si potrebbe prendere una decisione serena e 4 persone sarebbero molto più felici di quanto lo sono ora.
La menzogna nasconde il dolore di corta durata generando disperazione e frustrazione duratura.

Potrei portare migliaia di esempi ma non credo che sia necessario, anche perché tutta questa dissertazione mi serviva per parlare di un'altra cosa.
In realtà io non sono mai stata una persona sincera. Le mie scelte sono state sempre troppo estreme per permettermi di parlarne liberamente.
Non ho neanche mentito, ma ho spesso fatto peccato di omissione.
L'unico posto in cui sono sempre stata sincera e ho sfagiolato tutto, con il beneficio di non dovermi preoccupare del mio rossore, è stata la rete.
Quello che scrivo è sempre la mia verità.

Voglio provarvelo:
Sono le 14:38.

mercoledì 15 agosto 2012

Silenzi

Mi Sono svegliata presto come ogni mattina, il fatto di potere dormire di più non mi rende felice.
Al contrario il fatto che tutti dormano quando io sono sveglia mi fa sentire potente, come se fossi qualche specie di goffa divinità della veglia, o un leggiadro cavaliere dell'oscurità.
Ormai il sole è già alto all'orizzonte e il mondo si sta animando.
Mi mancano i silenzi della mia infanzia dove le strade bruciate dell'estate comunicavano senza parole.
Il passato porta con sé sempre un'aura di idealizzazione. Tutto il prima sembra splendere, forse solo a causa dell'opacità del mio adesso.

Bevo un sorso di tè e assaporo l'aria fresca del mattino.
È agosto ma indosso vestiti invernali per cercare di scaldare la mia anima, ancora più del mio corpo.

"Affrontare una nuova giornata può essere una prova di autocontrollo per alcuni di noi" mi dico ad alta voce per far sembrare l'affermazione più ridicola di quanto già non sia.

Sono stata di nuovo io a spezzare il silenzio.

Sorrido e alzo gli occhi al cielo.
Per fortuna che esiste il te.


martedì 14 agosto 2012

simboli erra(n)ti

Il cuore non dovrebbe essere usato come un simbolo.
Il cuore non dovrebbe essere mai usato come un simbolo d'amore perchè quando amiamo lo facciamo con tutto tranne che con il cuore, che si limita a tenerci in vita assorbendo i nostri capricci e palpitando a più non posso ad ogni colpo di testa.

Da quando il mio cuore batte senza farsi sentire, in sordina, ho incominciato a capire cosa significhi amare per me.
Amare è una spezia speciale che cosparge la vita delle persone fortunate e quando quella speciale fortuna ti tocca allora essere amati è solo un contorno che ti viene comunque servito.

Io non appartengo ai fortunati.
O meglio io ho la fortuna ancora maggiore di avere conosciuto molti dei sapori speziati che l'amore ha nel suo repertorio, ma solo dall'esterno, senza mai potermi impanare in quei gusti inebrianti.

Ripensandoci l'amore mi ha lasciato qualcosa.
Una manciata di ricordi,
Un'anima masticata,
Un paio di fotografie che ho riposto in un cassetto così nascosto che nemmeno io so più dove si trova.

Gli anni passano senza via d'uscita e io mi sono decisa a lasciare che la mia vita si viva da sola.
La guardo dal di fuori come si guarderebbe un film muto e mi pare sempre che la pellicola si stia svolgendo troppo velocemente.:

senz'aria
senza poter vedere
Senza cuore
senza via d'uscita.

Eppure sono qui e scintillo nel mio piccolo disastro, assaporando ogni occasione di vita attiva che mi si presenti.
Per la maggiorparte dei casi è un libro bellissimo, uno sguardo intrigante nello specchio retrovisore, una giornata in cui il cielo è più blu del solito o al contrario in cui piove appena e sento il freddo e l'umido penetrarmi dentro al cappotto in quella maniera tanto sensuale.

Una piccola cosa basterebbe a rendere questo sfacelo perfetto.
Un bacio.
Un bacio inaspettato sottile e soffice. Labbra che si cercano separate da un filo di respiro che ansima.
Mi piacerebbe sentire un desiderio e reprimerlo così che riempia tutto il mio corpo dandomi una piccola scossa e per una volta il mio cuore batterebbe qualche colpo in più.

Ma non sono l'eroina di un libro nè un'elfa bruna. Sono solo un vecchio diavolo al femminile che si avvicina agli "anta" con ancora troppo ardore dentro di sè.

Che dire, scrivere mi mette sempre di buon umore, anche quando scrivo di disatri.
Penso che sorseggerò ancora un po' il mio tè mentre cerco un buon libro da leggere.