martedì 14 agosto 2012

simboli erra(n)ti

Il cuore non dovrebbe essere usato come un simbolo.
Il cuore non dovrebbe essere mai usato come un simbolo d'amore perchè quando amiamo lo facciamo con tutto tranne che con il cuore, che si limita a tenerci in vita assorbendo i nostri capricci e palpitando a più non posso ad ogni colpo di testa.

Da quando il mio cuore batte senza farsi sentire, in sordina, ho incominciato a capire cosa significhi amare per me.
Amare è una spezia speciale che cosparge la vita delle persone fortunate e quando quella speciale fortuna ti tocca allora essere amati è solo un contorno che ti viene comunque servito.

Io non appartengo ai fortunati.
O meglio io ho la fortuna ancora maggiore di avere conosciuto molti dei sapori speziati che l'amore ha nel suo repertorio, ma solo dall'esterno, senza mai potermi impanare in quei gusti inebrianti.

Ripensandoci l'amore mi ha lasciato qualcosa.
Una manciata di ricordi,
Un'anima masticata,
Un paio di fotografie che ho riposto in un cassetto così nascosto che nemmeno io so più dove si trova.

Gli anni passano senza via d'uscita e io mi sono decisa a lasciare che la mia vita si viva da sola.
La guardo dal di fuori come si guarderebbe un film muto e mi pare sempre che la pellicola si stia svolgendo troppo velocemente.:

senz'aria
senza poter vedere
Senza cuore
senza via d'uscita.

Eppure sono qui e scintillo nel mio piccolo disastro, assaporando ogni occasione di vita attiva che mi si presenti.
Per la maggiorparte dei casi è un libro bellissimo, uno sguardo intrigante nello specchio retrovisore, una giornata in cui il cielo è più blu del solito o al contrario in cui piove appena e sento il freddo e l'umido penetrarmi dentro al cappotto in quella maniera tanto sensuale.

Una piccola cosa basterebbe a rendere questo sfacelo perfetto.
Un bacio.
Un bacio inaspettato sottile e soffice. Labbra che si cercano separate da un filo di respiro che ansima.
Mi piacerebbe sentire un desiderio e reprimerlo così che riempia tutto il mio corpo dandomi una piccola scossa e per una volta il mio cuore batterebbe qualche colpo in più.

Ma non sono l'eroina di un libro nè un'elfa bruna. Sono solo un vecchio diavolo al femminile che si avvicina agli "anta" con ancora troppo ardore dentro di sè.

Che dire, scrivere mi mette sempre di buon umore, anche quando scrivo di disatri.
Penso che sorseggerò ancora un po' il mio tè mentre cerco un buon libro da leggere.


2 commenti:

Miriam ha detto...

Lo sapevo che non eri andata via, dal blog, lo sentivo, ho avuto ragione, eccoti nuovamente qui a seminare qualche buon seme nell'orticello del tuo blog, leggerti è sempre piacevole, è come fare una passeggiata nei boschi, si avverte l'odore del muschio e della terra viva, come sei tu quando decidi di dare una spallata al grigiore che accompagna la vita di tutti i giorni. Hai ripreso a scrivere è questo è il segnale che tutti dobbiamo dare a questa nostra creatura virtuale, perchè sa regalare sorrisi anche quando sono accompagnati da un velo di melanconia, i disastri come li chiami tu possono essere ridimensionati, almeno qui qualche magia si può fare! Parli dell'Amore, intravedo una delusione....la vita ci riserva anche questo, sta a noi guardare avanti!Sempre!!!In alternativa al bacio che attendi ti mando uno dei miei abbracci! Ciao e benritrovata, mi ha fatto molto piacere!!!

Vecchio Diavolo ha detto...

Miriam, io magari porterò un sorriso a te che sei sempre così dolce, ma tu ogni volta che ritorno qui mi fai sentire viva.
Forse trovando te qui a leggermi nonostante le mie assenze e i miei capricci può farmi rinunciare più facilmente a quel bacio.
Nel mio egoismo ti lascio spesso sola, credo di essere anche peggio di certi amanti di pessimo gusto, a volte, ma spero che continuerai a perdonarmi e a farmi sentire la tua splendida presenza. Sono tornata e se non mi scoppia il computer proverò a restare. Ti abbraccio delicatamente, come un lenzuolo di seta (visto che per la copertina di lana da voi fa ancora un po' caldo)