venerdì 5 settembre 2014

L'unica certezza che voglio avere è che domani avrò ancora abbastanza tè per una tazza alle cinque del pomeriggio

Le certezze non sono tutto nella vita. In effetti sono più fortunati quelli che non ne hanno, perchè non correranno il rischio di vedersele portare via da sotto il naso dal primo che passa, o dal secondo.

Da un certo punto di vista posso affermare che le certezze hanno peggiorato il mio tenore di vita.

Tanto tempo fa, conoscevo una signora di mezza età che aveva mille certezze e in più un'opinione su tutto. Le sue opinioni però si tramutavano in legge nel momento stesso in cui le pronunciava ad alta voce, insomma, se fosse stata un po' più acculturata, un po' più ricca e un po' meno sbragata, avrebbe avuto delle buone possibilità in politica, però lei si accontentava di trafficare e di manipolare a livello domestico, perchè era l'unica verità che conosceva.

Ultima nata di una numerosa nidiata la signora era cresciuta nel vizio che, se all'inizio era a portata infantile, crebbe con lei, portandola a dei livelli scandalosi durante la sua mezza età.

La sua arma infallibile? la negazione: "no, non è vero", era la frase che più le sentivo pronunciare, a negazione di tutto e di niente.
Così saliva sul suo trono di menzogna, regina della vergogna.

Ha sempre voluto incutere timore nelle persone che conosceva, specialmente in quella appena conosciute così da confermare la propria supremazia.

E dire che le ho sempre voluto bene:

Nonostante fosse una prepotente.
Nonostante minasse profondamente la mia autostima.
Nonostante riuscisse a farmi piangere continuamente.
Nonostante mi commiserasse e mi sminuisse tutto il tempo.

Adesso è vecchia e malata, e quando la chiamo al telefono mi dice sempre "buonanotte, ti voglio tanto bene" come se fosse regredita fino ad arrivare dove mi trovavo io tempo fa, quando ha fatto diventare la mia vita un casino.

Quante cose ho fatto per compiacerla, quante cose ho fatto per non compiacerla...tutte sbagliate, tutte sotto il motto del "sono-adulta-e-consenziente"...in realtà era la sua pubblicità subliminale e io ero un'idiota senza potere in balía di un'idiota con il potere.

Che storia triste.

Eppure, come tutte le storie della Eva Marzolina, si arriva sempre ad un bivio dove il triste diventa disperato, per diventare grottesco e poi irrimediabilmente ridicolo.

Insomma, grazie a tutta questa serie di cose per cui spesso mi capita di bestemmiare, ho raggiunto un punto della mia vita in cui non me ne importa un fico secco di perdere le mie sicurezze.
Mi sono fatta venire male alla testa tante volte per la paura di non riuscire, per la paura di perdere questo e quello e ora, l'unica cosa che mi basta per essere felice è possedere una penna e un foglio su cui scrivere (ammetto che questo computer è anche sufficientemente adatto allo scopo però).

Chiunque può negare e negarmi ora, ma nessuno riuscirà a farmi tacere come ha fatto lei, e altri hanno fatto nel mio passato: scrivo e chiunque è libero di apprezzare, disprezzare e negare, perché credo fermamente nella democrazia e nella libertà di azione e pensiero, ma io continuerò a scrivere, anche se questo mi farà licenziare, perdere casa e famiglia, perdere la stima di tutti.

Non me ne potrebbe importare di meno.

Niente più certezze, niente più catene, mentali o fisiche che siano io sono io con la mia carta imbrattata e la mia mente ingarbugliata.

Per i fanatici del fai da te posso dire "TRY THIS AT HOME, FEELING FREE IS GREAT!"

Al diavolo tutti i "no, non è vero" che state sputando lì fuori.

Grazie a chi mi ha reso la vita difficile e a chi legge i miei post da psicolabile. Siete fantastici!

Ora preparò un tè, il cappellaio e il ghiro dovrebbero arrivare da un momento all'altro.

4 commenti:

Cri ha detto...

Questo post è bellissimo ...

Vecchio Diavolo ha detto...

Grazie Cri! E grazie per essere passata di qui. Spero che tornerai.

Miriam ha detto...

uuuuh ma questo post è una bomba!!!!!!FANTASTICO!Per deformazione professionale azzarderei che quella persona è tua madre...ma anche un personaggio di fantasia, molte madri sono bombe ad orologeria....Ho apprezzato molto la tua scrittura, fluida e liberatoria, ma si al diavolo tutte le catene e le persone negative e ora aggiungi una tazza , un buon tè è quello che ci vuole anche per me, grazie mille!

Vecchio Diavolo ha detto...

Cara Miriam, finalmente sei arrivata, guarda, lì ci sono i dolcetti, ora ti verso il tè...

La tua professionalità ci è andata molto vicina, tranne che non si tratta di mia mamma, ma di un'altra matrona...

Ti ringrazio per essere passata e per esserci sempre! un abbraccio fino alla prossima volta!